Provincia, in 145 ricollocati entro marzo

Il presidente Di Marco incontra i dipendenti: previsti posti al Genio civile, alla Forestale e in 8 Comuni
PESCARA. Sono 145 i dipendenti della Provincia in sovrannumero, su un totale di 291, che entro la fine di questo mese dovranno essere ricollocati in base alla riforma prevista dalla legge 56 dell’anno scorso (la cosiddetta Delrio), la quale prevede un taglio della metà della spesa finanziaria in fatto di stipendi.
Ma i posti pronti ad accogliere il personale eccedente sono anche di più, 169, ha annunciato ieri il presidente della Provincia Antonio Di Marco, nel corso di un’assemblea che si è tenuta nella sala dei Marmi e che non ha riservato alcuna tensione.
Cinquantaquattro infatti saranno i pensionamenti nel triennio 2014- 2016, mentre 51 addetti ai Centri per l’impiego e alle politiche attive del lavoro saranno ricollocati utilizzando dei fondi sociali europei (alla Regione ora spetterà decidere se questi dipendenti verranno assunti presso di essa o se invece rimarranno alla Provincia), con in più dieci addetti alla polizia provinciale che si divideranno tra vigili del fuoco e guardia forestale dello Stato, con ulteriori 19 provinciali che finiranno al Genio civile e in altri uffici della Regione.
Altri 35 posti, poi, sono stati messi a disposizione da otto Comuni della provincia, i quali hanno già dato la propria disponibilità ad accettare i dipendenti provinciali in esubero.
Si tratta dei Comuni di Cepagatti, Nocciano, Torre de’ Passeri, Cappelle sul Tavo, Penne, Città Sant’Angelo, Loreto Aprutino e Pescara.
È questo il contenuto del decreto firmato pochi minuti prima dell’assemblea dal presidente Di Marco, alle 15.50, previsto dalla legge di stabilità (la 190 del 2014).
Dunque, nessun malumore ieri tra i dipendenti che hanno preso parte all’incontro, anche se quando Di Marco ha cominciato a elencare le diverse possibilità per affrontare il dimezzamento delle risorse finanziarie, qualche brusio si è alzato.
Un «no» dall’assemblea si è sentito quando Di Marco ha messo sul tavolo l’opzione di una riduzione dell'orario di lavoro per tutti, per rimanere all’interno dei cinquecentomila euro che d’ora in poi la Provincia potrà spendere al mese per gli stipendi.
Non è stata neanche presa in considerazione poi l’altra alternativa, ovvero quella di essere messi in mobilità per due anni, con il rischio di ritrovarsi senza lavoro al terzo anno.
E dire che nelle settimane scorse, come ha ricordato il presidente Di Marco, tra i dipendenti erano circolate delle voci secondo le quali solo fino al mese di giugno sarebbe stato garantito lo stipendio, in aggiunta a quella che parlava di una sorta di black list già approntata di dipendenti inseriti tra coloro da dichiarare in esubero.
Notizie che sono state smentite dal presidente Di Marco, anche perché i criteri per l’individuazione su chi dovrà essere individuato come dipendente in sovrannumero, in parte dovrebbe essere deciso oggi, con un decreto del governo sulla mobilità nazionale, e poi, per altra parte, a livello locale, attraverso una concertazione sindacale. (VdL)
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