Provincia, Testa attacca Di Marco: pensa solo ai mobili
PESCARA. «Il governo taglia e Di Marco sperpera». Dopo un mese trascorso a Palazzo dei Marmi a osservare l’operato del presidente della Provincia, il gruppo #ProvinciaPrima, composto da Guerino Testa,...
PESCARA. «Il governo taglia e Di Marco sperpera». Dopo un mese trascorso a Palazzo dei Marmi a osservare l’operato del presidente della Provincia, il gruppo #ProvinciaPrima, composto da Guerino Testa, Vincenzo D'Incecco, Mario Lattanzio e Sandro Marinelli, apre la polemica sulle spese sostenute fino ad oggi da Antonio Di Marco, il sindaco di Abbateggio che il 12 ottobre ha vinto le elezioni di secondo livello. Passati i primi 30 giorni, «dobbiamo registrare», dicono i 4, «la totale e assoluta incapacità del presidente di misurarsi con una realtà complessa e difficile come quella della Provincia». Di Marco, per i consiglieri, ha trascorso buona parte del mese «ad abbellire la propria stanza, spostando e rispostando mobili, distinguendosi per un’ostentata passione per l’estetica e per una totale indifferenza per il funzionamento dell’apparato amministrativo, e solo di tanto in tanto si è distolto dall’attività di arredatore per gettare uno sguardo alle incombenze previste dalla legge». Diverse le critiche, oltre a un’ombra su una delibera che oggi sarà all’esame del consiglio. «Siamo chiamati a valutare», dicono Testa e gli altri, «una proposta di variazione del bilancio pluriennale per il 2015 che prevede un aumento delle spese del personale rispetto al 2014 per 238 mila euro, da coprire con entrate incerte, e si prevede di destinare 400 mila euro agli organi istituzionali quando sappiamo tutti che gli organi istituzionali, a seguito della riforma, non percepiscono compensi». Se ne saprà di più oggi ma le critiche riguardano anche altro. C’è da portare avanti, l’approvazione dello statuto, ma finora se n’è parlato solo in una riunione (Di Marco era assente), e bisogna superare «l’immobilismo sulla stazione unica appaltante, che la maggior parte delle Province italiane ha già istituito e che a Pescara rischia di bloccare i 46 Comuni, che dal primo gennaio non potranno più fare gare in proprio». Vengono contestate, poi, le modalità seguite per alcune spese, come «il wireless della biblioteca e la proroga dell’affitto dei locali per l’Ufficio scolastico provinciale», e ci si chiede perché, per l’ufficio stampa, «non sia stata utilizzata una giornalista già in organico, considerata la scarsità di risorse». Non è finita: «Il consiglio provinciale è impossibilitato a operare» e non sono stati assegnati ai gruppi gli spazi e il personale per cui «ci sono locali inutilizzati e 10 impiegati (retribuiti) che vagano per gli uffici vuoti in attesa di conoscere il proprio destino». Ultime note: «Ci sono 3,5 milioni da recuperare per il canone Cosap sui viadotti autostradali e il bilancio va esaminato in commissione in merito a molte partite creditorie. Ma la commissione non è stata istituita».

