Provinciali, sfida a sette. Ecco i favoriti

29 Ottobre 2018

A Pescara Di Lorito e Catani spaccati aiutano Zaffiri. A Chieti Di Primio rincorre Pupillo. A Teramo D’Alonzo è in vantaggio

PESCARA. Sette sfidanti per tre poltrone da presidente nelle tre Province d’Abruzzo dove, mercoledì prossimo, si torna al voto.
A Pescara, la corsa è a tre: due sindaci di centrosinistra, Luciano Di Lorito e Vincenzo Catani e uno di centrodestra, Antonio Zaffiri. Il centrosinistra si presenta, dunque, diviso. Di Lorito, sindaco di Spoltore, è sostenuto dal Pd mentre Catani, primo cittadino di Picciano, è appoggiato dalla lista Abruzzo insieme, di Donato Di Matteo. E questa spaccatura rischia di pesare sul risultato elettorale del centrosinistra. Il primo cittadino di Spoltore può comunque contare sul voto dei consiglieri del suo Comune, nonché a Pescara su quelli del sindaco e della gran parte dei consiglieri del Pd e della Sinistra. In tutto 7-8 preferenze. Alcuni Comuni della Valpescara sembrano essere schierati dalla sua parte. Inoltre, il presidente della Provincia dimissionario, Antonio Di Marco, che è anche sindaco di Abbateggio, ha deciso di sostenerlo in campagna elettorale.
Catani, invece, ha dalla sua almeno due consiglieri dem di Pescara, considerati molto vicini a Di Matteo e, forse, altri due delle liste civiche. In compenso, Catani risulta molto radicato nei Comuni dell’area vestina, dove l’influenza dell’ex assessore regionale Di Matteo è sempre stata forte. Non a caso, la candidatura di Catani è stata sottoscritta da 109 primi cittadini e consiglieri di tutta la provincia, superando di alcuni punti gli altri candidati. La sfida diventa ancora più complessa e dagli esiti incerti se si considera il terzo candidato, Zaffiri sindaco di Collecorvino, sostenuto in maniera compatta da tutta la coalizione di centrodestra, cioè Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e il movimento Azione politica composto in parte da persone fuoriuscite da Pescara futura e Fdi. Zaffiri può contare sul voto di 7-8 consiglieri di Montesilvano che hanno firmato la sua candidatura e, quasi certamente, sull’appoggio di sindaci e consiglieri degli altri Comuni in mano al centrodestra, come Pianella, Moscufo, Collecorvino, Civitella Casanova, Cappelle, Scafa. Tuttavia, proprio a Montesilvano la candidatura di Catani potrebbe rosicchiare voti al centrodestra. Bisogna ricordare in proposito che Catani è dipendente del Comune di Montesilvano ed è considerato molto vicino all’assessore Valter Cozzi, dell’Udc.
QUI CHIETI. Occhi puntati sui grandi centri della provincia per i due candidati presidenti Mario Pupillo e Umberto Di Primio che si rincorrono alla ricerca di consensi. Pupillo, sindaco di Lanciano e presidente uscente ricandidato dal centrosinistra, può contare, oltre che sulla sua Lanciano, anche su Vasto e Francavilla, entrambe amministrate dal centrosinistra. Il sindaco di Chieti Di Primio, esponente di Forza Italia candidato dal centrodestra, oltre che sulla città capoluogo di provincia conta invece su San Salvo, amministrata dal centrodestra. Resta l’incognita Ortona. Tra i comuni più grandi della provincia, infatti, Ortona è l’unico che non ha una maggioranza schierata politicamente. Corteggiatissimo, dunque, il sindaco Leo Castiglione, che a giugno dell’anno scorso ha vinto le elezioni alla testa di un raggruppamento civico. Non a caso il sindaco di Chieti ha deciso di presentare ufficialmente la sua candidatura proprio a Ortona, strizzando l’occhio a quell’area civica e soprattutto a quegli amministratori con trascorsi di centrodestra, area da cui proviene lo stesso Castiglione. Se Ortona, dunque, può diventare l’ago della bilancia, Pupillo e Di Primio non dimenticano il ruolo dei piccoli comuni. Soprattutto dopo che il centrosinistra ha ricompattato i ranghi evitando la candidatura di Arturo Scopino, consigliere provinciale di maggioranza, sindaco di Montelapiano e portabandiera dei piccoli centri.
QUI TERAMO. L'area di centrosinistra, dopo un mese infuocato di consultazioni in cui sono usciti fuori i nomi di una serie di possibili candidati, fra cui il sindaco di Alba Adriatica Antonietta Casciotti e quello di Castellalto Vincenzo Di Marco, ha trovato la quadra sul primo cittadino di Crognaleto, Giuseppe D'Alonzo.
E' stata una lunga opera di mediazione, anche perché sulle prime i consiglieri di maggioranza di Roseto sembravano parecchio scettici sul candidato. Scetticismo rientrato, alla fine: alla conferenza stampa di presentazione del programma di D'Alonzo erano presenti sia l'ex parlamentare rosetano Tommaso Ginoble, che il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo. D'Alonzo viene appoggiato anche da larga parte della maggioranza che guida il Comune di Teramo, anche se potrebbero esserci defezioni come ad esempio i rappresentanti della lista civica Teramo 3.0. Certamente, le dimissioni del sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro che hanno avuto come conseguenza lo scioglimento del consiglio, renderà il margine fra le due compagini più risicato. Tutto sommato, comunque allo stato dei fatti D'Alonzo sembra il favorito, in quanto il centrosinistra, sulla carta, avrebbe la maggioranza dei voti.
L'altro candidato, della compagine di centrodestra, è il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura. Sul nome del delfino dell'ex presidente della Provincia Valter Cararra, scomparso di recente, c'è stata convergenza quasi subito. In teoria dovrebbe essere svantaggiato, ma c'è chi giura che in queste ore sia in atto una "campagna acquisti" per conquistare i voti di alcuni scontenti del centrosinistra.
In queste elezioni di secondo livello, in cui sono ammessi al voto i consigli comunali e i sindaci, saranno 580 gli elettori chiamati alle urne fra le 8 e le 20 di mercoledì. Lo scrutinio si svolgerà subito dopo la chiusura del seggio.
Andrea Bene
Arianna Iannotti
Antonella Formisani