«Provocò la morte di una ragazza» Il pm: processate il conducente

Tocco da Casauria, 30enne sotto accusa: «Procedeva al doppio della velocità». Udienza il 26 marzo Nello schianto tra l’11 e il 12 giugno scorsi perse la vita Caterina Pettinella e una coppia rimase ferita
TOCCO DA CASAURIA. Era la notte tra l'11 e il 12 giugno scorsi, quando un breve giro in auto - una Giulietta Alfa Romeo nuova e potente - costò la vita a Caterina Pettinella (nella foto), 25 anni, gettando nello sconforto tutto il paese di Tocco da Casauria. Il conducente dell’auto, L.L., un 30enne di Tocco, il 26 marzo dovrà comparire davanti al giudice per le udienze preliminari, Elio Bongrazio, con le accuse di omicidio stradale e lesioni plurime stradali gravi. Il pubblico ministero Paolo Pompa contesta all’imputato anche la duplice aggravante dell’eccesso di velocità e della guida in stato di ebbrezza. Quella sera di inizio estate, Caterina era insieme a una giovane coppia di sposi australiani originari di Tocco, C.P., 26 anni, e A.P., 23 anni, arrivati in paese durante il viaggio di nozze per trascorrere qualche giorno con i parenti prima di partire per la Grecia, il giorno dopo. Attorno alle 23, prima di tornare a casa, Caterina e gli sposini salirono sulla Giulietta condotta dall’amico per un giro.
Ma nella zona del convento l’Alfa, nell’affrontare una curva a destra lungo una stradina stretta e in salita, sfrecciò dritta, andandosi a schiantare contro un muro di contenimento di un terrapieno. Uno schianto terribile e la vita di Caterina fu cancellata per sempre, mentre la coppia di sposi finì in gravi condizioni in ospedale. Il pm Pompa ha ora presentato la richiesta di rinvio a giudizio a carico di L.L. - che dovrà passare al vaglio del gup Bongrazio - «per avere cagionato, per colpa, la morte di Caterina e lesioni personali gravi» agli altri due passeggeri, «tali da porli entrambi in pericolo di vita». «Colpa», si legge nel capo di imputazione, «consistita in negligenza e imprudenza, nonché nella violazione degli articoli 141 e 186 del codice della strada, ossia nel porsi alla guida dell’autovettura in stato di ebbrezza alcolica» (il tasso alcolemico di L.L. era pari 0,9 g/l ) e «nel condurre l’autovettura lungo un tratto di strada con curva volgente a destra a una velocità eccessiva per effetto della quale perdeva il controllo del mezzo che andava a collidere violentemente contro un muro di contenimento collocato nel senso opposto di marcia, determinando in tal modo il decesso di Caterina Pettinella e lesioni personali gravi» alla coppia.
A giudizio dell’accusa, l’imputato, anche lui ferito nell’incidente, guidava «a una velocità doppia rispetto a quella massima consentita su un tratto di strada urbana». Parti offese nel procedimento sono i familiari di Caterina, assistiti dagli avvocati Matteo Cavallucci e Giovanna Cappola, e la coppia assistita dall’avvocato Carlo Masci.

