Psicoterapia, battaglia vinta Le visite tornano settimanali
Dopo le denunce del Centro, gli esposti in procura e i richiami della Regione il servizio è stato ripristinato. I pazienti: «Ma serviranno mesi per riprenderci»
PESCARA. Battaglia vinta. Dopo le denuncia del Centro, hanno riottenuto le visite settimanali i pazienti di psicoterapia del Centro di salute mentale del distretto sanitario Pescara nord, rimasti senza cure continuative dal dicembre scorso. Una battaglia, avviata dai pazienti il 29 gennaio scorso con la richiesta di aiuto al giornale. Una lotta lunga e snervante, vissuta a colpi di esposti in Procura, appelli alle istituzioni locali, incontri pubblici e in camera caritatis, minacce di incatenamenti e occupazione del consiglio regionale. Un fiume di parole, comunicati, messaggini. Ma alla fine il servizio è stato ripristinato dai vertici della Asl con la stessa modalità con cui era stato stoppato a gennaio dal direttore del Csm Marilisa Amorosi: ossia, senza alcuna spiegazione agli utenti sulle motivazioni dell'interruzione della continuità delle terapie.
Sullo sfondo una lotta di potere interna alle istituzioni sanitarie a danno degli utenti, una situazione di conflittualità tra terapisti e dirigenti Asl che ha incancrenito il clima al Csm dell'ex clinica Baiocchi. Un «assassinio dell'anima», sono stati questi cinquanta giorni per i pazienti in cura per depressioni varie legate ad abusi fisici e sessuali subiti nell'infanzia che hanno accusato malori e rischiato gesti estremi.
«Siamo regrediti nelle cure e impiegheremo mesi per riprenderci», sostengono dopo effettuato al Cup (Centro unico di prenotazione) del distretto le otto prenotazioni previste dall'impegnativa del medico di base, appena ricevuta la notizia ieri del riavvio del servizio. La calendarizzazione delle visite (in questi mesi la lista di attesa si è allungata fino al 26 giugno) è stata accolta con sollievo. «Baci, abbracci e lacrime», riferisce Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate, portavoce degli invisibili, «che sono tornati subito a fare le prenotazioni delle otto sedute consecutive delle terapie e poi mi hanno abbracciato in lacrime». Persone sull'orlo di una crisi di nervi, che in tre mesi le hanno tentate tutte: presentato esposti alla magistratura, chiesto l'intervento dei Nas, lanciato accorati appelli ai vertici sanitari. Il primo, l'8 febbraio, è stato raccolto dal direttore del dipartimento del Centro di salute mentale Sabatino Trotta che ha intimato il ripristino immediato, ma la sua richiesta è rimasta inascoltata. Anche l'associazione Percorsi del presidente Eugenio Di Caro ha fatto pressing sulla Asl e la commissione sanità del Comune guidata da Adamo Scurti ha ascoltato le ragioni della Amorosi nel corso di una pubblica seduta. Giorni e giorni di silenzi e dichiarazioni a mezza bocca e poi l'intervento in contemporanea di Asl e Regione. La pressione (anche mediatica) ha spinto il presidente della V commissione sanità regionale Mario Olivieri a convocare, uno per uno, i soggetti interessati: Armando Mancini, direttore generale Asl; Amorosi, Trotta, Maria Assunta Ceccagnoli, responsabile Urp- Cup e Ferrante che nei giorni scorsi si è presentato in catene dall'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci. Convocato anche Valterio Fortunato, direttore sanitario che per ben due volte ha sollecitato il ripristino del servizio e annunciato «accertamenti interni più accurati» che dovranno chiarire anche la retrodatazione («operazione retroattiva dal 23 marzo al 3 febbraio 2017») di una delle 12 visite mediche prenotate con una impegnativa da 8. L'audizione, per discutere «in merito alla sospensione delle sedute psicoterapiche al Csm Pescara nord» è prevista per giovedì 23 marzo alle 14.30 al palazzo dell'Emiciclo all'Aquila. Conclude Ferrante: «E' finito un incubo creato da chi doveva prendersi cura dei pazienti con disagio psichico, ma non spegneremo i riflettori sul distretto sanitario Pescara nord». (c.c.)
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