Punto nascite, è polemica dopo il parto d’emergenza
Penne. La bimba data alla luce al pronto soccorso dell’ospedale riapre il dibattito L’assessore Paolucci: evento precipitoso, la chiusura del reparto non c’entra
PENNE. Il parto d'emergenza che si è verificato domenica scorsa al pronto soccorso di Penne, fortunatamente senza nessuna conseguenza per mamma e neonata, ha riacceso il dibattito sulla chiusura del punto nascite dell’ospedale San Massimo di Penne.
In particolare la politica locale, da destra a sinistra, ha chiesto l’immediata riapertura del reparto. «Il punto nascita dell’ospedale di Penne non può essere chiuso», ribadisce Gilberto Petrucci, esponente del movimento civico Penne Città Aperta, «ma deve ottenere la proroga. Chiediamo al commissario ad acta e al direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini, di esaminare e modificare la delibera di chiusura del punto nascita dell’ospedale San Massimo. L’episodio avvenuto domenica è la testimonianza di come, l’ospedale vestino debba essere classificato come ospedale di base anziché presidio di area disagiata per mantenere attivi tutti i servizi».
Ben più pesante il commento del leader di Rifondazione comunista vestino, Gabriele Frisa: «Con la chiusura del punto nascite è stato messo in discussione il diritto alla salute dei cittadini dell’area vestina. Chiedo al sindaco D’Alfonso, alla giunta e a tutto il consiglio comunale, di denunciare l’assessore regionale Silvio Paolucci e il presidente regionale Luciano D’Alfonso», afferma Frisa.
Sulla vicenda del parto d’emergenza avvenuto al San Massimo interviene anche l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci.
«Si è trattato di un caso di parto precipitoso che riguarda la rete di emergenza-urgenza. La vera notizia è che per la seconda volta in pochi mesi si è messa in moto la macchina dello Sten, il Servizio trasporto emergenza neonatale, e ha funzionato bene. In queste situazioni è la rete di emergenza che si mobilita verso l’ospedale più vicino, e il parto in pronto soccorso è previsto nei centri privi di punto nascita. La presenza o meno del reparto di ostetricia non c’entra nulla, poiché è impossibile evitare l’eventualità di un parto precipitoso», sostiene Paolucci.
Di certo, ascoltando il racconto dei diretti interessati, la situazione non è stata proprio così fluida. Il neo papà, Christian Fornaro, ha rimarcato infatti che sua moglie, in travaglio avanzato, difficilmente domenica, sarebbe arrivata a Pescara per partorire così come aveva programmato. E ben più complesso potrebbe essere il travaglio per una partoriente di uno dei tanti comuni montani dell'entroterra vestino.
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