Putin e Hollande alleati per battere il Califfato

Navi francesi e sommergibili russi nel Mediterraneo per potenziare gli strike La Ue accoglie l’appello di Parigi per la difesa collettiva prevista dai trattati
ROMA. Vladimir Putin e Francois Hollande si alleano nella guerra contro l’Is. Dopo una notte di bombardamenti su Raqqa, la roccaforte degli jihadisti in Siria, si è aperta ufficialmente l’offensiva russo-francese per combattere il califfato. Parigi e Mosca, unite dall’attentato all’aereo caduto nel Sinai con 224 russi a bordo e la strage del 13 novembre costata la vita a 129 francesi, hanno annunciato la loro “collaborazione” bellica contro lo stato islamico. I due leader si incontreranno al Cremlino il 26 novembre «per coordinare gli sforzi», ma i vertici militari e dell’intelligence di entrambi i paesi, si stanno già muovendo congiuntamente.
Russia: coalizione come contro Hitler. Aspettando che i membri dell’Unione europea decidano con quale modalità impegnarsi nella coalizione anti-terrorismo, Vladimir Putin ha risposto alla richiesta di aiuto lanciata lunedì da Francoise Hollande tornando al centro della scena politica, diplomatica e soprattutto militare. La Duma russa ha chiesto ai paesi europei, del Nord America e del Medio Oriente di formare «una coalizione anti-terrorismo come quella anti Hitler».
Navi e sommergibili russi nel Mediterraneo. Scenari di guerra nel Mediterraneo. Dopo i bombardamenti francesi, contro Raqqa è partita un’offensiva via mare da parte dei russi che hanno lanciato missili Kalibr da un sommergibile. Avrebbero colpito postazioni jihadiste. Sarebbe il primo attacco del genere che avviene nel Mediterraneo nella storia della Russia. Putin ha anche dato ordine all’incrociatore “Moskva” che si trova nel Mediterraneo di cooperare da subito con le forze navali francesi “come alleato”. Dovrà stabilire contatti diretti con la portaerei Charles De Gaulle che Hollande vuole sia più vicina possibile al teatro di guerra siriano per «triplicare le capacità di azione» di cacciabombardieri di Parigi.
Secondo raid francese su Raqqa. Per la seconda volta in 24 ore, la scorsa notte, dieci caccia francesi Mirage e Rafale partiti dalla Giordania e dagli Emirati Arabi (quest’ultimo paese continua a muoversi in una “zona grigia”) hanno sganciato sedici bombe su un campo di addestramento jihadista del califfo al-Baghdadi. I raid sono stati coordinati con le forze statunitensi.
Appoggio Ue, ma accordi bilaterali. Più prudente la reazione dei partner europei a cui Parigi ha chiesto un aiuto militare invocando la clausola di difesa collettiva prevista dall’articolo 42 del Trattato di Lisbona. I ministri della Difesa europei hanno accolto all’unanimità la richiesta di Hollande, ammettendo che utilizzeranno «tutti i mezzi in loro potere». Bruxelles ha risposto sì, ma di sicuro non sarà un’azione comunitaria. Sarà basata solo su accordi bilaterali. L’Alto commissario per la politica estera Ue, Federica Mogherini ha specificato che la Francia avvierà consultazioni con tutti i 27 per discutere che tipo di assistenza ognuno potrà offrire. I tempi si allungano e i paesi sono divisi.
La posizione di Germania e Gran Bretagna. La Germania ha già chiarito che in Siria non ci sarà e che Berlino «ha già molto da fare con l’addestramento». Diverso è l’atteggiamento della Gran Bretagna. Il premier David Cameron è paralizzato dal «no» dei Comuni che hanno già bocciato una volta la richiesta di intervenire in Siria con i caccia inglesi. «La Gran Bretagna deve fare di più contro l’Is alla luce degli attacchi di Parigi – ha ribadito Cameron – e in Siria serve una strategia complessiva anche militare» Ad Antalya, nel corso del G20, Cameron ha fatto la più forte apertura di credito a Putin.
Incontro Obama-Hollande. La Francia continua a tessere la propria rete diplomatica. Hollande che giovedì incontrerà Putin, due giorni prima sarà a Washington per un colloquio con Barack Obama. Gli Usa hanno già assicurato a Parigi il rafforzamento dello «scambio di informazioni» tra le due intelligence. Ieri il segretario di Stato americano, John Kerry, che ha definito gli attentatori di Parigi «mostri psicopatici», era all’Eliseo per discutere la strategia da condurre contro l’Is. I due Paesi compiono già azioni militari insieme in Siria.
Anche l’Iran in campo. E poi l’Iran, Paese che rimane fondamentale nello scacchiere mediorientale. Ieri, Hollande ha discusso con il capo di stato iraniano Hassan Rohani che aveva annullato la sua visita in Francia per ragioni di sicurezza. Teheran la sua guerra in Siria la combatte già accanto alle truppe governative contro il nemico comune: l’Is sunnita. Assad è il più fedele alleato degli ayatollah del mondo arabo, ma dopo l’invito agli incontri di Vienna, l’Iran ha intenzione di rimanere nella partita diplomatica. Anche pagando qualche prezzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

