Quadri del ’600 rubati Nei guai coppia di Penne

5 Settembre 2020

PENNE. Dopo oltre sei anni dal furto sono stati ritrovati a Penne, dai carabinieri, due dipinti realizzati prima del ’600, appartenuti a una delle più antiche famiglie nobili europee, i principi di...

PENNE. Dopo oltre sei anni dal furto sono stati ritrovati a Penne, dai carabinieri, due dipinti realizzati prima del ’600, appartenuti a una delle più antiche famiglie nobili europee, i principi di Stigliano, nobile casato di origini napoletane.
Le opere, rubate in una villa lussuosa e antica in provincia di Ancona, a Osimo, nel febbraio del 2014, sono state scovate dagli uomini dell’Arma nell'abitazione di due conviventi, all’ingresso di Penne, e per entrambi è scattata la denuncia. Sono V.F. e B.T., entrambi di 71 anni, che dovranno rispondere di ricettazione. Si tratta di opere di un autore sconosciuto, di grandi dimensioni, portate via da Penne con un furgone: una raffigura una scena biblica, ed è grande 2,60 x 1,83 metri, mentre l'altra è una “Madonna con Bambino e Santi”, di 2,64 per 1,81 metri.
L’operazione di recupero, spiega il tenente Giovanni Rolando, alla guida della compagnia di Pescara, è del Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri del capoluogo adriatico (sezione operativa) e l’individuazione dei proprietari si è conclusa positivamente grazie alla collaborazione con i colleghi del nucleo Tutela patrimonio culturale di Ancona.
Proprio questa sinergia ha consentito di scoprire la provenienza dei quadri, dopo il ritrovamento nel centro vestino. Si doveva risalire ai proprietari e la banca dati delle opere di cui si erano perse le tracce nel paese, realizzata dal Nucleo tutela patrimonio culturale dell’Arma, è stata preziosa perché i due dipinti rientravano proprio in quell’archivio. Si è appurato così che il furto delle opere era stato denunciato dalla moglie di Don Landolfo, undicesimo principe di Stigliano: la donna, Donatella Fiorenzi Colonna, nel frattempo è morta per cui non ha vissuto la gioia di apprendere la bella notizia del recupero.
Ma da quella denuncia si è arrivati alle uniche due eredi. Sono state informate del rinvenimento dai carabinieri e sono state chiamate ad esaminare i dipinti, per il riconoscimento. Quando se li sono trovati di fronte l'emozione è stata forte. Quelle opere hanno fatto parte per secoli del patrimonio della famiglia e la speranza che venissero ritrovate probabilmente non si era mai spenta. Un’analisi attenta ha permesso di assicurare, senza alcun dubbio, che quelli sono proprio i dipinti spariti nel 2014. Le due hanno già chiaro dove andranno posizionati, in una cappella privata, perché - è stato annunciato a chi si è occupato delle indagini - saranno collocate esattamente nello stesso posto in cui si trovavano quando sono state rubate. I carabinieri mettono in evidenza un altro aspetto di questa operazione: oltre alla soddisfazione di aver restituito un bene sottratto ai proprietari, discendenti di un importante casato nobiliare italiano, è stato riportato alla luce un pezzo della storia del paese e in particolare del Regno di Napoli. L'attività degli uomini dell'Arma potrebbe ora consentire di capire come e quando, cioè ad opera di chi, siano arrivati i due dipinti a Penne, in modo da chiudere il cerchio su questo importante recupero nella zona vestina definendo anche ulteriori responsabilità, oltre alla denuncia dei due pennesi.
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