Quaglieri, l’Anac ha deciso «Non c’è l’incompatibilità»

Con un parere di quattro pagine dà ragione all’assessore di Fratelli d’Italia Che ora attacca l’opposizione e parla di «apparenti difensori della legalità»
L’AQUILA. Nessuna incompatibilità tra l’assessore di FdI, Mario Quaglieri, il suo ruolo in Regione e la professione che svolge in una clinica privata di Avezzano. Il parere dell’Autorità Anticorruzione è stato notificato ieri al diretto interessato, al governatore Marco Marsilio e a Lorenzo Sospiri, nella sua duplice veste di presidente del Consiglio e della Giunta per le elezioni.
In quattro pagine l’Anac spiega i motivi del via libera respingendo il ricorso dell’opposizione. Elenca tutti i ruoli svolti in passato da Quaglieri e i suoi attuali incarichi sia politici sia nell’ambito della sanità privata. E scrive che «nessuno degli incarichi sopra elencati rientra nel perimetro soggettivo di applicazione del decreto». Quindi argomenta la sua decisione riferendosi al decreto legislativo numero 39 del 2013 in materia di inconferibilità e incandidabilità. «Nell’ambito sanitario, gli articoli 5,8 e 14 (del decreto citato prima, ndr) risultano applicabili unicamente agli incarichi assunti nelle aziende sanitarie pubbliche», si legge sul documento, «a ciò si aggiunga, per mera completezza, che, nel contesto sanitario, il decreto risulta vincolante unicamente per le figure di vertice, ovvero: direttore generale, sanitario e amministrativo».
Per l’Anac il caso Quaglieri si chiude qui. L’Autorità termina il proprio parere rimettendo nelle mani della Giunta per le elezioni qualunque valutazione su eventuali conflitti di interesse, ravvisabili sulla base della legge regionale numero 51 del 2004. Ma la Giunta si è, di fatto, già espressa accendendo il semaforo verde per l’assessore, salvo attendere il parere dell’Autorità che, nel frattempo, è arrivato.
LE REAZIONI
«L’Anac ha deliberato l’assenza di criticità relativamente alla presunta incompatibilità dell’assessore Quaglieri. Come affermato nella nota firmata dal presidente, l’avvocato Giuseppe Busia, nel parere di quattro pagine non vi è alcun profilo di incompatibilità e inconferibilità né per la situazione attuale, né per il pregresso. Il parere di Anac è chiaro e inequivocabile e tappa definitivamente la bocca a polemiche faziose, strumentali e piene di illazioni al limite dell’insolenza, che i rappresentanti dell’opposizione hanno strillato in tutte le sedi, sollevando a scoppio ritardato una questione che, come sancito dalla nota dell’Anac, è totalmente destituita di fondamento. All’assessore Quaglieri rinnovo la mia fiducia e gli auguri di buon lavoro; ringrazio l’Anac per il lavoro svolto e la nota ricevuta».
Così dichiara il presidente Marsilio. «Mendacium pedes non habet: la bugia non ha piedi ovvero ha le gambe corte». Così invece esordisce Quaglieri che è un fiume in piena.
«Sarebbe sufficiente questa locuzione per rispondere in maniera esaustiva e mi auguro, definitiva, ai detrattori che da più di un mese profondono il loro impegno, la propria dedizione, gran parte del loro tempo», incalza, «issando la bandiera del rispetto delle regole e cercando un vento favorevole quando in realtà tale vessillo servirebbe loro per coprire la scarsità di argomentazioni, la pochezza di contenuti ma soprattutto la totale assenza di fiducia da parte dei tantissimi cittadini abruzzesi che hanno deciso lo scorso marzo, non a caso, di relegarli nelle posizioni che più gli si addicono per natura, quelle della minoranza».
Quaglieri entra nel merito: «A fugare ogni dubbio circa la mia presunta incompatibilità nel rivestire il ruolo di assessore regionale ed a screditare le tante falsità veicolate da tali urlatori», afferma, «è l’Autorità nazionale anticorruzione, la stessa da loro adita affinché facesse chiarezza. Ma la pronuncia dell’Anac ha sancito che non vi è alcuna violazione del decreto legislativo numero 39 del 2013 circa l’incompatibilità o ogni altra causa che possa ostacolare il ricoprire la carica di assessore regionale continuando ad esercitare la mia professione».
«Ai finti perbenisti, apparenti difensori della legalità», conclude l’assessore, «ho comunque regalato più di un mese di notorietà perché, senza tale questione, forse sollevata ad hoc, non avrebbero trovato l’ampio spazio sulla stampa loro dedicato, molto più, quindi, dei quindici minuti di notorietà cui facevo cenno in un precedente comunicato». (l.c.)
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