Quaglieri si impunta, Marsilio lo appoggia

24 Agosto 2024

Resta lo strappo dentro Fratelli d’Italia, consiglieri amareggiati

L’AQUILA. «Mario si è impuntato e Marco, alla fine, ha deciso di appoggiarlo». Uno, due, tre, dieci fonti parlano alla fine della riunione di fuoco andata in scena ieri pomeriggio all’Aquila. Quasi tre ore di discussione segnate da urla, amarezza, delusione e rabbia dei consiglieri di Fratelli d’Italia convocati alle 16 dal presidente Marco Marsilio insieme agli assessori e ai vertici del partito.
C’erano tutti, tranne Umberto D’Annuntiis. E soprattutto c’erano l’assessore al Bilancio, Mario Quaglieri, e il suo avversario in casa FdI, Massimo Verrecchia, capogruppo del partito di Giorgia Meloni. La riunione, di fatto, è partita con un’ora di ritardo e con una proposta del gruppo consiliare, molto compatto attorno alla posizione di Verrecchia, che il partito, cioè il segretario Etel Sigismondi e i due vice, Guido Liris e Guerino Testa, ha fatto propria.
In sintesi, a Quaglieri è stato chiesto, con tutte le rassicurazioni del caso, di rinunciare temporaneamente ai tre articoli della sua legge di assestamento del Bilancio, che sarà votata martedì in Consiglio, con cui vengono erogati fondi ad altrettanti Comuni marsicani. Si trattava di congelare fino settembre le erogazioni, ma la reazione di Quaglieri è stata furiosa. «Ha abbandonato la riunione, lo ha fatto due volte. Pensa che Etel è dovuto corrergli dietro per calmarlo e farlo rientrare», raccontano le dieci fonti di cui si parlava prima. Ciò che è accaduto dopo è a metà strada tra il pirandelliano e una commedia di Ionesco quando Marsilio è entrato in scena per assestare quella che, da ragazzini, chiamavamo “lavata di capo” al suo assessore super votato alle elezioni di marzo. Ma vuoi per il portafogli di elettori detenuto dal politico di Trasacco, vuoi anche per la sua delega allo sport, di cui poi spiegheremo il valore, il presidente della giunta ha assestato la sua mossa del Gabbiano, parafrasando la corrente minoritaria che fa capo a Fabio Rampelli, vice presidente della Camera di Fratelli d’Italia, candidato alla presidenza della Fin, Federazione italiana nuoto. Che c’entra Quaglieri? C’entra, c’entra, perché l’assessore allo sport ha il potere politico di convogliare voti delle società abruzzesi che aderiscono alla Fin. Quindi è utilissimo alla causa di partito. Così Marsilio ha avocato a sè la diatriba Verrecchia-Quaglieri e, mettendo in minoranza il gruppo consiliare e soprattutto il partito, ha chiesto, per non dire imposto, di ritirare gli emendamenti, proposti da Verrecchia e firmati anche da Lega e Forza Italia, contro quei finanziamenti inseriti nella legge di assestamento.
A questo punto la riunione finisce. L’assessore al Bilancio smette di fare le bizze mentre tutti gli altri, obtorto collo, obbediscono al capo. Ma vanno via delusi, amareggiati, arrabbiati e con tanta voglia di raccontare l’indicibile.