Quali vaccini possono battere Omicron

Uno studio recente ne promuove solo due su quattro. Ma in autunno arrivano i nuovi sieri capaci di stendere le varianti
I vaccini anti-Covid sono stati preparati per combattere la versione originale del virus. Ma, in attesa dell’arrivo dei nuovi sieri specifici per le varianti – i primi potrebbero arrivare già a settembre – uno studio olandese è riuscito a chiarire quale sia il vaccino esistente che più si adatta alle modifiche del virus e meglio protegge dalla variante Omicron che sta ancora dilagando.
La risposta è il siero di Pfizer-BioNTech, seguito da Moderna, entrambi di tipo “ a mRna” ed usati anche per la somministrazione della terza e quarta dose “booster”. I meno protettivi sono invece quelli “a vettore adenovirale”, quindi AstraZeneca e J&J/Janssen. A dirlo è il team dell’Università di Amsterdam nello studio pubblicato sulla rivista specializzata Plos Medicine, che ha analizzato la risposta anticorpale di 165 operatori sanitari che non hanno mai contratto il virus rispetto alle vaccinazioni ricevute. Non hanno preso in esame il vaccino ultimo arrivato, quello di Novavax.
I PIù PROTETTI
Lo studio ha mostrato come il numero di anticorpi creati era significativamente più alto in chi aveva ricevuto il vaccino Moderna, seguito da Pfizer. Ma davanti a Omicron e a tutte le varianti è stato proprio Pfizer a mostrare prestazioni migliori. C’è però da sottolineare come la capacità di neutralizzare le varianti diverse dal ceppo originario è risultata ridotta in tutti i gruppi di vaccini, ma con Omicron ancora di più. I tutti i casi, però, gli anticorpi prodotti dalla vaccinazione hanno neutralizzato meglio le diverse varianti rispetto a quelli prodotti nei guariti dalla semplice infezione.
I MENO PROTETTI
I meno protetti in assoluto sono quindi i non vaccinati. Tra i vaccinati, invece, sono coloro che hanno ricevuto AstraZeneca o J&J. Ma comunque hanno una difesa contro la malattia grave. Concludono infatti i ricercatori olandesi: «Lo studio implica che le persone che ricevono vaccini a vettore adenovirale sono meno protette dalle varianti attualmente circolanti e, probabilmente, future. Cosa coerente con la minore efficacia di questi vaccini contro l'infezione sintomatica dovuta alle varianti più diffuse rispetto ai ritrovati mRna, sebbene tutti i vaccini siano altamente efficaci nel prevenire malattie gravi dovute al coronavirus pandemico. Questo è dovuto al fatto che, sebbene gli anticorpi circolanti non siano più in grado di neutralizzare l'infezione, è probabile che i linfociti B di memoria riconoscano il virus, producendo nuovi anticorpi neutralizzanti in grado di prevenire lo sviluppo della malattia grave».
I NUOVI VACCINI IN ARRIVO
Come detto, tutti i vaccini hanno una risposta bassa contro l’infezione provocata dalle varianti e nello specifico di Omicron. In vista dell’autunno, quindi, gli occhi sono puntati sui nuovi vaccini adattati alla variante Omicron su cui stanno lavorando diverse aziende farmaceutiche. E c’è una probabilità «abbastanza alta» di vedere approvato entro settembre in Unione Europea il primo vaccino anti-Covid adattato. A confermarlo nei giorni scorsi è stata sia l’autorità sanitaria europea Ema, sia il ministro della Salute italiano Roberto Speranza, che ha detto: «L’ipotesi prevalente è che in autunno, ci auguriamo per l'inizio, potremmo avere un vaccino adattato alle nuove varianti».
E proprio nelle ultime ore è arrivato l’annuncio della BioNTech, azienda che collabora con la Pfizer nel siero anti-Covid: sono attesi nelle prossime settimane i risultati degli studi clinici condotti per valutare l’efficacia e la sicurezza dei vaccini anti-Covid progettati contro le varianti Omicron del coronavirus Sars-CoV-2. Se i dati saranno positivi, i colloqui con gli enti regolatori saranno avviati subito dopo».

