Quando il futuro Papa scrisse a Parete

27 Gennaio 2016

Ieri ad Abbateggio l’addio al simbolo dell’Olocausto, che durante la prigionia conobbe Paolo VI

ABBATEGGIO. "Parete Ermanno, buone condizioni, saluti Montini". E' il testo del telegramma inviato dal Vaticano , dal futuro papa Paolo VI, alla famiglia del sopravvissuto all'Olocausto, un mese dopo la liberazione da Dachau. Ieri, ad Abbateggio, sono stati celebrati i funerali (foto Giampiero Lattanzio) del simbolo dell’Olocausto, scomparso due giorni fa a 93 anni. C’era anche una scolaresca del liceo Vico di Sulmona, oltre ai finanzieri. La lettera, inviata ad Abbateggio, porta la data del 28 maggio 1945. Era trascorso quasi un mese dall'uscita dal lager tedesco, dove Ermando Parete rimase prigioniero dei nazifascisti dal settembre 1943 fino alle 18 (il deportato non ha mai dimenticato l'ora) del 29 aprile 1945 quando l'esercito americano aprì al mondo i cancelli del primo campo di sterminio nazista, costruito il 22 marzo 1933 per volere di Heinrich Himmler, capitano del Terzo Reich e architetto del genocidio. Parete, sopravvissuto all'Olocausto e morto due giorni prima delle celebrazioni della Giornata della Memoria nella residenza per anziani Villa Citerius a San Valentino, conobbe Giovanni Battisti Montini, il futuro papa Paolo VI, nei giorni immediatamente dopo la liberazione di Dachau. Per oltre un mese i reclusi del campo di sterminio rimasero in un limbo, fuori dai cancelli, in attesa della restituzione della vita.

«Eravamo liberi di fatto, ma ancora prigionieri», raccontava l'ex sottufficiale della Finanza, «ma, per qualche ragione, non potevamo ancora andare via. In quel lasso di tempo che ci separava dalla vera libertà, facemmo la conoscenza di Giovanni Battista Montini, venuto a fare visita ai deportati». Montini, che sarebbe diventato Papa nel 1963, durante la Seconda guerra mondiale, si legge in una sua biografia, era «responsabile dell'organizzazione che portava soccorso e sollievo ai rifugiati politici».

In quella occasione l'ex finanziere ebbe modo di vederlo tra la folla, ma non riuscì a parlare con il futuro Pontefice. Però conservava tra le sue memorie, il telegramma che il Vaticano inviò alla famiglia dell'ex deportato, vedovo di Assunta Figurato e papà di Donato. Sulla missiva si legge: «Parete Ermanno (e non Ermando)- campo Dachau-buone condizioni, invia saluti, Montini». Buone condizioni: una beffa per Parete che pesava 29 chili quando papà Donato, mamma Chiara e i fratelli Giovanni e Guido, ricevettero il documento della Santa Sede. (c.c.)