Quando il geologo Iezzi scrisse del rischio

24 Novembre 2017

FARINDOLA. Una relazione di 49 pagine datata 2001 che parla di rischio valanghe a Rigopiano: è il documento al centro della parte dell’avviso di garanzia che riguarda il Prg di Farindola, avviato nel...

FARINDOLA. Una relazione di 49 pagine datata 2001 che parla di rischio valanghe a Rigopiano: è il documento al centro della parte dell’avviso di garanzia che riguarda il Prg di Farindola, avviato nel 1996 e mai approvato. La relazione è stata sequestrata dai carabinieri forestali dopo le memorie presentate dai familiari di due delle vittime di Rigopiano, Stefano Feniello e Sara Angelozzi. Nelle memorie, gli avvocati Camillo Graziano e Wania Della Vigna, ricostruiscono la storia del Prg mancato. Nel 1996 il Comune affidò a un ingegnere, Marcello Romanelli, l’incarico di stilare il nuovo Prg. Tutto ruota intorno a una relazione geologica commissionata a un professionista di Montesilvano, il geologo Angelo Iezzi: fu lui nel 2001 a stilare un elenco di prescrizioni fino a parlare della «pericolosità da valanghe». La relazione del geologo individua i «settori sottoposti a tutela» di Farindola e tra questi c’è Rigopiano. La memoria dei Feniello sottolinea: «Nel 2006 il nuovo Prg avrebbe già dovuto essere operativo e, alla luce di quanto doverosamente contenuto in esso, quel progetto non sarebbe mai stato approvato, proprio perché la struttura insisteva in una zona a rischio valanghe». Il progetto di cui si parla è l’ampliamento dell’hotel Rigopiano con la realizzazione di un centro benessere. Per gli investigatori e per i familiari delle vittime, la relazione allegata agli atti del Prg sarebbe la dimostrazione che a Farindola il rischio valanghe non è mai stato un mistero: «I dati convogliano verso un’unica verità: la piena conoscenza, da parte dell’amministrazione comunale di Farindola, della circostanza che la zona di Rigopiano fosse a rischio, dove non andava realizzata alcuna struttura recettiva se non per il periodo estivo». (l.c.)