«Quando la Dc sognava un viavai di attori e cantanti»
PESCARA. «Quando nel 1947 Giuseppe Spataro promise ai notabili della Dc locale che la Rai avrebbe installato sul colle una stazione radio, gli abitanti esultarono. “Sai che vuol dire una stazione...
PESCARA. «Quando nel 1947 Giuseppe Spataro promise ai notabili della Dc locale che la Rai avrebbe installato sul colle una stazione radio, gli abitanti esultarono. “Sai che vuol dire una stazione radio?”, diceva raggiante il segretario della sezione democristiana, “avremo un viavai di artisti, orchestre, attori e il nostro paese diventerà un centro famoso”». Il sogno infranto, con quelle antenne che oggi fanno paura, è narrato in uno scritto dello storico pescarese Romano Di Bernardo, residente di San Silvestro scomparso il 20 maggio dell’anno scorso, piegato da una malattia all’età di 73 anni. «I paesani», recita lo scritto di Di Bernardo, «credevano che la stazione radio fosse un centro di produzione. La loro disarmante ingenuità era giustificata dalla mancanza di informazioni». Era il 1952: una via del paese tra le case basse prendeva il nome di strada della Rai in onore del simbolo del progresso, inaugurato da Spataro e dalla principessa Elettra Marconi. «Quando la prima stazione radio iniziò a funzionare i sansilvestresi seppero la verità e furono molto delusi. Nessuna orchestra e nessun cantante sarebbero mai saliti sul colle. Tutto avveniva tramite trasferimenti con la rete delle stazioni collegate con i centri di produzione di Roma, Milano, Napoli e Torino». Di Bernardo continua: «Gli abitanti iniziarono già una ventina d’anni fa una lotta per delocalizzare le antenne appoggiandosi ora all’uno ora all’altro partito politico. I risultati, dopo tante promesse, sono alla vista di tutti. Le antenne sono ancora al loro posto e chissà per quanto ancora vi resteranno». (p.l.)

