Quando lo Stato chiese i soldi ai condòmini

Il precedente del 2016. L’avvocato Dell’Orso: «Una pretesa di 4 milioni, un comportamento cinico»
L’AQUILA. «Un comportamento cinico ed eticamente inaccettabile da parte dello Stato». È durissimo il commento dell’avvocato Luciano Dell’Orso, che nella causa civile terminata con l’assegnazione del concorso di colpa alle tre giovani vittime del sisma, rappresentava il condominio di via Campo di Fossa 6B crollato. Cioè i proprietari degli appartamenti.
L’Avvocatura dello Stato, difendendo i ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture, non ha solo chiesto che venisse riconosciuta la responsabilità dei morti. «Quello stesso Stato italiano che non è stato capace di tutelare i suoi cittadini permettendo la costruzione di un edificio insicuro, non ha esitato a promuovere con cinismo senza pari un’azione palesemente infondata verso gli incolpevoli condòmini, nel tentativo di eludere o di limitare la propria responsabilità: stiamo parlando di circa 4 milioni di euro, che i ministeri avrebbero voluto addossare in gran parte sugli incolpevoli proprietari dell’edificio, già devastati dalla perdita dei loro affetti più cari», ha spiegato ieri Dell’Orso, continuando: «Mi sembra un particolare di notevole importanza, perché credo che nessuno di noi vorrebbe vivere in uno Stato che, attraverso la pubblica amministrazione, invece di svolgere un servizio in favore del cittadino incolpevole, tenta di scaricare su di lui le conseguenze della sua palese incapacità».
La giudice Croci ha comunque rigettato la richiesta dello Stato di assegnare parte della responsabilità anche ai proprietari delle case in cui sono morti i tre ragazzi. Ma perché gli stessi familiari delle vittime si sono opposti. Per Dell’Orso, infatti, potevano avanzare questa richiesta solo i familiari delle vittime in quanto sono loro ad aver subìto un danno. «Ma gli eredi delle vittime non hanno inteso citare anche il condominio, né estendere la domanda nei suoi confronti nel corso della causa, sebbene avrebbero potuto usufruire di notevoli vantaggi processuali. Lo hanno fatto, evidentemente, perché rispettosi del dolore dei condòmini, anch’essi vittime del terremoto nei loro affetti più cari», ha aggiunto Dell’Orso, segnalando proprio la differenza di comportamento dei familiari delle vittime e lo Stato. «Se lo Stato avrà la pervicacia di fare ricorso in appello, noi ci saremo». (l.t.)
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