«Quante battaglie noi compagni: grigliate e musica per le collette»

8 Luglio 2022

Memorabile fu quella festa dell'Unità del 1994, quando il partito incassò 38 milioni di lire che poi furono utilizzati per ristrutturare la sede della federazione di via Lungaterno. O quel giorno...

Memorabile fu quella festa dell'Unità del 1994, quando il partito incassò 38 milioni di lire che poi furono utilizzati per ristrutturare la sede della federazione di via Lungaterno. O quel giorno degli anni ’80, quando i militanti comunisti ripulirono l’Aurum soffocato dai rifiuti restituendolo lindo alla città. O anche quando l’area di risulta fu disseminata di alberelli per vedere l'effetto che faceva quel lembo di terra ricoperto di verde, anziché di asfalto e balordi. Nei giorni in cui, dopo due anni di pandemia, ritorna la festa dell'Unità a Pescara con il ministro del Lavoro Andrea Orlando atteso oggi a Villa de Riseis, sfogliano l'album dei ricordi Gianni Melilla, ex dirigente Pci e Pds, provinciale e regionale, negli anni '90 ed ex parlamentare; Bruno Biagi, ex segretario del Pci pescarese ed ex presidente Iacp (oggi Ater) e Massimo Luciani, all’epoca nella segreteria del partito comunista pescarese, che hanno respirato quelle atmosfere e organizzato «con centinaia di militanti che si offrivano volontariamente» le feste dell'Unità di quartiere, comunali, provinciali e nazionali, negli anni tra il ’70 e il ’90.
«All'epoca le feste dell'Unità», ricorda Melilla, «avevano il significato dell’aggregazione popolare con la politica nazionale, i concerti con nomi di spicco, Dalla, De Gregori, Inti Illimani, Fossati, Venditti, Litfiba, che richiamavano 5mila persone allo stadio, il buon cibo quasi sempre a base di pesce e arrosticini con gli chef che cucinavano gratis negli stand, le lotterie con le auto in palio. Erano occasioni per raccogliere fondi per il partito in maniera pulita con cui aprivamo nuove sedi in tutta la provincia e di straordinaria partecipazione volontaria. Nel 1994 fu memorabile la festa in piazza Le Laudi, quando incassammo 38 milioni di lire con i quali ristrutturammo il piano terra della federazione in via Lungaterno sud con la creazione di un auditorium e locali amplificati». «E chi se la scorda», prosegue l’ex segretario provinciale del Pds tra il 1994 e il 1996 e regionale dal 1996 al 2001, «quella giornata trascorsa a ripulire l'Aurum che era una discarica a cielo aperto, e quella quando chiudemmo la statale per far festa nella pineta, iniziativa da cui scaturì il progetto di costituzione della Riserva dannunziana». Feste che si svolgevano «allo stadio, a Rancitelli, a Zanni, a San Donato, a San Giuseppe, ai Colli, a Porta Nuova, da giugno a settembre», che si aprivano o chiudevano con nomi di spicco della politica italiana dell’epoca, Pajetta, Amendola, Ingrao, Nilde Iotti, Cossutta, Lucio Magri, Aldo Tortorella, con Enrico Berlinguer che venne in altre occasioni. A Pescara avevamo 9mila iscritti e una decina di sezioni» sottolinea Melilla.
Erano gli anni ’80 quando «con l'aiuto di urbanisti e architetti disseminammo di alberelli l'area di risulta», ricorda Bruno Biagi, «per mostrare cosa potesse diventare col verde e oggi è un tema rimasto irrisolto. Alle nostre feste partecipavano amministratori e imprenditori. Gilberto Ferri, con la Camera di Commercio, sollecitava l’unione delle due sponde adriatiche per rilanciare l'economia. Perciò invitammo una delegazione di Spalato su temi che ancora oggi sono aperti, il mare, la pineta. Impiegavamo mesi a organizzare una festa e ogni volta ripulivamo a fondo l’area occupata». Massimo Luciani, oggi all’Anci, rimembra quella festa dell’Unità in una piazza Le Laudi gremita: «Tutti aspettavamo Massimo D'Alema». Folla anche alla festa sull'area di risulta organizzata con Roberto Ferrini e Adriano Michetti: «Fu una festa simbolica in un'area che era ancora delle Ferrovie». E poi le abbuffate: «I nostri militanti di Bussi portavano i gamberi di fiume e quelli della sezione di Rosciano venivano a a cucinare gli arrosticini».