«Quante risate in spiaggia insieme a Leone di Lernia»

Il conduttore scomparso ieri trascorreva le vacanze nella sua casa sulla riviera Balneatori e baristi lo ricordano col sorriso: «Faceva scherzi a tutti ed era umile»
PESCARA. Quando passeggiava in riva al mare era il tormento di ogni bagnante. «Ma perché non ridi? Qui bisogna stare allegri», diceva continuamente a chiunque gli capitasse a tiro. E poi giù a improvvisare scherzi, trasformarsi in deejay o in bagnino a seconda dell’occasione, soltanto per attirare gli applausi della spiaggia.
Il gusto perenne per la dissacrazione, la sfrontatezza portata all’estremo e il suo spirito irriverente lo portavano a mescolare sempre palcoscenico e vita reale, catalizzando sempre l’attenzione su di sé. Per Leone di Lernia, re delle canzoni trash-demenziali e anima storica del programma radiofonico “Lo Zoo di 105”, non esistevano confini: la quotidianità era un gioco costante, una parodia che non si arresta una volta spenti i riflettori, ma continua anche in vacanza, per strada o al bar. Il conduttore radiofonico di origini pugliesi, ex urlatore famoso per le sue esclamazioni e per le cover parodistiche e goliardiche, è scomparso ieri mattina a 78 anni nel suo appartamento di Milano in seguito a un malore. Pescara per lui era una seconda casa.
Ogni anno, nel mese di agosto, era solito prendere in affitto la palma allo stabilimento Trieste e trascorrere qui gran parte della stagione in compagnia dei suoi tre figli, della sorella e del resto della famiglia. Adorava farsi riconoscere, stuzzicare i passanti e intrattenersi con i ragazzi sulla battigia. La sua casa per le vacanze si trova proprio di fronte a questa parte della riviera, all’angolo con via Galilei. «Ci mancherà tantissimo», si lascia andare Anna Di Davide, titolare assieme ai figli Stefano e Arturo Baldassare del Lido L'Adriatica dove il popolare showman era cliente qualche anno fa. «Era il protagonista indiscusso delle nostre feste di Ferragosto», racconta Di Davide, «portava sempre una carica di allegria perché lui era simpatico e chiassoso anche nella vita di ogni giorno. Negli anni è nata un’amicizia e, ogni volta, non dimenticava mai di venirci a salutare. Qui conosceva tutti, gli piaceva stare in mezzo alla gente e soprattutto scherzare con i giovani. Ma se vedeva qualcuno con un piglio serioso iniziava a prenderlo di mira. Canzonare le persone era il suo divertimento preferito».
I siparietti più applauditi si svolgevano a riva, quando il popolare showman con l'immancabile t-shirt di Radio 105 si esibiva nelle parodie (spesso scurrili) dei brani in dialetto pugliese che lo hanno reso famoso.
«Leone di Lernia», racconta Riccardo Ciferni, titolare dello stabilimento Trieste, «era una persona a suo modo originale. Per lui la vita era un palcoscenico costante. In radio non recitava, ma era davvero così sopra le righe come appare al di fuori. Lo ricorderò con il sorriso sulle labbra perché faceva parte di questa Italia un po’ sui generis che viviamo. Fuori dal suo personaggio sapeva essere umile e gentile, un padre responsabile. La sua è una famiglia che stimo».
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