«Quante sfide durante l’estate Per noi un gioco costruttivo»

PESCARA. «Non ho mai visto nessuno fare scommesse al biliardino, se non una bibita nei pomeriggi d’estate». Anche il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi è un appassionato di...
PESCARA. «Non ho mai visto nessuno fare scommesse al biliardino, se non una bibita nei pomeriggi d’estate». Anche il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi è un appassionato di calciobalilla. «Mi sembra quanto meno atipico associare il biliardino al gioco d’azzardo», osserva il rettore, «ma quali scommesse? È un gioco costruttivo».
Rettore, allora anche lei ama il biliardino?
«Da ragazzino ci giocavo tanto: certi tornei duravano un pomeriggio intero. E poi i videogiochi non esistevano».
Attacco o difesa?
«Ero più bravo in attacco, non ero uno fissato capace di fare chissà quali trucchi ma avevo una buona manualità: sapevo farci».
Giocatori rossi o blu?
«Nessuna differenza: non sono mai stato un grande tifoso di calcio. Giocavo per divertirmi».
E che sapore hanno quelle sfide del passato?
«All’epoca c’era un rapporto umano diverso tra le persone rispetto ai tempi di oggi in cui dominano i telefonini, i tablet e i computer. Diciamo che mi piacerebbe vedere mia figlia giocare al biliardino anziché navigare con lo smartphone ma forse non ci hai mai giocato in vita sua. Adesso, il biliardino è un ricordo piacevole del passato. L’ultima volta? A casa di amici, non troppo tempo fa».

