Quanti schiavi del gioco: c’è chi vende gli ori dei figli

18 Settembre 2016

In 150 sono in cura gratuitamente al Serd, ma il numero dei malati è salito a 1500 In media si spendono 1500 euro per lotterie, slot-machine, Gratta e vinci

PESCARA. Un gioco patologico, compulsivo e incontrollato. Che porta un uomo a vendere la casa e a scialacquare qualcosa come 400mila euro al Gratta e vinci in un arco di tempo di un anno e mezzo. Una donna, non sapendo come uscire dal tunnel dei debiti, ha dato in pegno i gioielli di famiglia e gli oggetti di valore dei suoi bambini.

La ludopatia rappresenta un fenomeno trasversale che investe in maniera indistinta uomini e donne, giovani e anziani di tutte le fasce sociali: dal libero professionista al disoccupato e all'operaio, dal pensionato fino alla casalinga e all'adolescente. In base ai dati diffusi dagli operatori del Servizio per le dipendenze patologiche (Serd) della Asl, a Pescara le vittime della ludopatia sono in aumento: 1.500 censite di cui appena 150 decidono di farsi curare rivolgendosi agli sportelli gratuiti istituiti due anni fa nei locali dell'ospedale civile. Un numero troppo basso a fronte di un'emergenza sociale così ampia che porta il capoluogo adriatico ai primi posti nella classifica nazionale di spesa pro capite destinata al gioco.

Si calcola che mediamente si sperperano 1.500 euro a testa per slot-machine, lotterie istantanee, Gratta e vinci e simili. Un giro d'affari che in tutta Italia ammonta a 85 miliardi di euro, pari al 12 per cento del bilancio familiare e al 3 per cento del prodotto interno lordo. «La dipendenza», avverte Moreno Di Pietrantonio, responsabile del servizio Gap (Gioco d'azzardo patologico) della Asl, «è una malattia. Alla prima vincita scatta un meccanismo che porta alla riduzione dell'autocontrollo e degli impulsi della corteccia cerebrale: è lo stesso percorso della dipendenza da sostanze stupefacenti. Il giocatore patologico compulsivo si ritrova chiuso dentro una bolla atemporale, in assenza di interazione sociale, in una forma di autismo tecnologico».

Gli analisti dicono che la dipendenza da gioco d'azzardo è strettamente collegata anche con le difficoltà finanziarie. Nei momenti di crisi economica, infatti, aumentano le fragilità e di conseguenza crescono le probabilità di cadere nel vortice della ludopatia. Ma il gioco è frammentato in diverse categorie che attraggono settori differenti della popolazione: gli anziani se fino a qualche tempo fa amavano il Lotto, oggi prediligono i Gratta e vinci oppure le estrazioni come Win of life e Superenalotto, i giovani invece scelgono il poker online, mentre per la fascia media dai 45 ai 50 anni si avvicina maggiormente alle slot. Per le donne andare al bar o dal tabaccaio per giocare diventa un modo come un altro per uscire di casa, rompere la routine domestica e cercare un momento di aggregazione sociale.

I medici e gli esperti sono concordi nel sostenere che da questa dipendenza non è impossibile uscire, ma per guarire è necessario prendere coscienza del dramma che si sta vivendo e farsi aiutare. La legge di stabilità 2015/2016 ha stanziato 50 milioni di euro per contrastare il fenomeno, di cui 1 milione e 200mila euro destinati all'Abruzzo e 300mila alla Asl di Pescara per l'assunzione di personale, soprattutto psicologi. Da due anni a questa parte all'ospedale è stato inaugurato un servizio totalmente gratuito, recentemente rafforzato attraverso una borsa annuale per due psicologi, un assistente sociale e un consulente legale. Per accedere non bisogna pagare alcun ticket, basta una telefonata allo 0854253492 o al numero verde Federserd 80092112.

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