Quanto piace Sputnik Autografi e selfie con Luca Carboni

I fan in fila al centro commerciale Pescara Nord per il 12esimo album d’inediti del cantautore bolognese
CITTÀ SANT’ANGELO. Sputnik è il nuovo disco di Luca Carboni, dodicesimo album d’inediti della sua carriera. Ieri, la presentazione al Centro commerciale Pescara Nord: una breve intervista con i fan e poi il momento degli autografi, degli abbracci e dei selfie. Ad aspettare il cantautore bolognese le note dei suoi grandi successi, interpretati dai tanti fan che hanno riempito la galleria in fila per poterlo salutare.
Ma lui, con il suo sguardo cordiale dietro gli occhiali da sole, è arrivato puntualissimo. Il titolo del disco richiama il nome del primo satellite artificiale, lanciato nel 1957: «Ha anticipato», secondo Carboni, «quel contesto europeo che viviamo oggi».
Ma il riferimento è anche al significato originario della parola Sputnik, "compagno di viaggio": «Mi auguro che questo disco possa esserlo per tutti voi, come lo è stato per me mentre lo scrivevo: è un album che prosegue il percorso di quello precedente, alla ricerca di un suono elettronico con un piede negli anni Ottanta e un piede nel futuro».
Musicalmente, Sputnik è dunque la naturale evoluzione della strada “electropop” intrapresa e sperimentata con "Pop up", album che per molti versi ha rappresentato l’inizio di una nuova fase artistica per Carboni. Il nuovo disco è stato realizzato insieme al produttore Michele Canova, che ha anche mixato tutte le tracce, e al maestro arrangiatore e tastierista Christian Rigano.
Carboni ha poi raccontato delle tante collaborazioni contenute nel disco, e in particolare del contribuito di molti giovani cantautori che apprezza: ne sono esempio i brani che vedono Carboni al fianco di Calcutta (in “Io non voglio”), Giorgio Poi (in “Prima di partire”), Flavio Pardini in arte Gazzelle (in “L’alba”), oltre ad una delle coppie di autori protagoniste del nuovo pop italiano, quella composta da Daniele Coro e Federica Camba che insieme a Valerio Carboni firmano “Una grande festa”, il singolo che ha anticipato l'album e, come ha garantito Carboni, rappresenta una promessa per il tour in club e palazzetti programmato da ottobre.
Tornano anche autori già sperimentati come Alessandro Raina e Dario Faini per “Ogni cosa che tu guardi”. Dalle mani di Luca Carboni escono anche le illustrazioni, in stile propaganda sovietica degli anni 50/60, realizzate per l’artwork del disco: composta da tante facce, come uno Sputnik l'arte di Carboni ha lunghe antenne per captare e trasmettere i segnali più diversi.
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