Quarant’anni fa gli italiani scelsero di salvare il divorzio

Il 12 e il 13 maggio il successo costruito da Marco Pannella che con la Lid aveva aggregato movimenti politici e filosofici
di Luigi Di Fonzo
Quarant’anni fa, il 12 e 13 maggio del 1974, quasi 37 milioni di italiani andarono alle urne per partecipare al primo referendum dopo quello del 1948 sulla repubblica. Ai cittadini si chiedeva di abrogare la legge 898 del primo dicembre 1970 (chiamata Fortuna-Baslini) che permetteva anche agli italiani di “sciogliere il matrimonio” (la parola divorzio non compare mai sul testo della legge) come già accadeva negli altri Paesi europei. Il Vaticano, convinto di stravincere, promosse il referendum popolare con l’intento di eliminare la legge che nel 1971 produsse oltre 13 mila divorzi, che diventarono ben 17 mila nel 1972 e che aumentavano di anno in anno senza soluzione di continuità. Per Papa Paolo VI e la Dc di Fanfani e Rumor, una legge che stava minando il sacro istituto della famiglia. Ma quella domenica si scoprì che gli italiani, sul divorzio, non erano affatto in sintonia con Chiesa e governo.
I voti validi furono 33 milioni e 39 mila. Di questi, quasi 20 milioni furono per il no. La legge Fortuna-Baslini rimase dunque in vigore: il 60% degli italiani l’aveva salvata, con picchi che arrivavano al 75% in Valle d’Aosta. Gran parte del merito di questo importante risultato fu di un abruzzese, un teramano, ad essere precisi: Marco Pannella. L’esponente radicale che adesso sta lottando per l’amnistia e una condizione di vita migliore per i detenuti, e che pochi giorni fa ha festeggiato gli 84 anni di età nella sua città, nel 1966 fondò, diventandone segretario, la Lega italiana per il Divorzio (Lid), che fu fondamentale sia per la nascita della legge 898/70 (subito contestata da Pannella con uno sciopero della fame) e sia per la vittoria del referendum abrogativo.
Dagli anni Sessanta sono diversi in Italia i movimenti politici e filosofici che diffondono la proposta di divorzio in varie città italiane - i Radicali con l’avvocato Mauro Mellini, Marco Pannella e Roberto Cicciomessere, i socialisti con Loris Fortuna, i liberali, le associazioni cattoliche pro divorzio, il movimento studentesco per i diritti civili, alcune riviste culturali e alcuni periodici giovanili -, ma sarà soltanto la confluenza di queste posizioni in un unico movimento, la Lid, a dare la spinta definitiva all’approvazione della legge. Il primo dicembre 1970 la legge 898 che ha tra i primi firmatari gli onorevoli Loris Fortuna (Psi) e Antonio Baslini (Pli) viene approvata con pochi voti di scarto, una trentina. Il mondo cattolico clericale non reagisce bene e la stessa Dc sembra vacillare, ma sono i dati sulle richieste di divorzio (all’epoca si dovevano attendere 5 anni per il divorzio definitivo) a spingere il Vaticano a reagire due anni dopo, promuovendo attraverso le sue associazioni il referendum abrogativo.
In un’intervista rilasciata al settimanale femminile Eva nel 1967, dichiarò Pannella: «La campagna antidivorzista che si sta conducendo in Italia è una battaglia politica, e niente affatto religiosa, come taluni ambienti ecclesiastici e clericali pretendono. Questo loro abuso contro la religione è antico, tradizionale, mortalmente pericoloso per lo Stato non meno che per la Chiesa. Abbiamo purtroppo ancora fra di noi e contro di noi gli eredi di coloro che fecero coincidere la missione religiosa della Chiesa con la difesa armata (e poi sovversiva) del potere temporale degli Stati Pontefici, e che “scomunicarono” l’intero Risorgimento, condotto in gran parte da cattolici, definendo lo Stato italiano come un “usurpatore”; tutto questo soltanto perché l’unità d’Italia colpiva la forza mondana di una certa parte del mondo ecclesiastico e la potenza politica e il dominio temporale del Capo dello Stato vaticano».
Una battaglia politica e culturale che trovò inaspettatammente uniti gli italiani. Con un voto trasversale e “maturo”, il 59,1% degli italiani decise di salvare la legge Fortuna-Baslini che, pur tra tante imperfezioni, venne poi migliorata nel 1978 e nel 1987. Adesso è in discussione la proposta di divorzio breve: un anno dalla separazione. La battaglia del divorzio è finita? Con papa Francesco, probabilmente anche il rapporto Chiesa-divorziati migliorerà. In fondo, oggi nel mondo il divorzio è vietato solo nelle Filippine.
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