Quarta dose agli over 60: il via è imminente, forse già da oggi

11 Luglio 2022

Il piano della Regione è pronto, si attende l’ok del ministro: 400mila gli ultrasessantenni da vaccinare Ma per ora sono stati fatti solo 18mila richiami e il referente Marinangeli avverte: «Priorità ai fragili»

PESCARA. Il via libera alla quarta dose di vaccino per tutti gli over 60 è ormai questione di ore. Già da oggi il Ministero della Salute potrebbe dare l’ok alle Regioni per estendere la vaccinazione con il secondo richiamo. «L’Abruzzo è pronto», conferma Franco Marinangeli, referente regionale per le maxi-emergenze, ma la platea di ultrasessantenni da vaccinare è vastissima: sono 402.280 gli abruzzesi che potranno ricevere il nuovo richiamo. Una quarta dose che non servirà a sconfiggere la temibile variante Omicron 5, capace di bucare lo scudo protettivo dei vaccini. Ma di certo sarà un’arma utile a evitare conseguenze gravi per chi dovesse ammalarsi.
IL PIANO DELLA REGIONE
In attesa del via libera ufficiale, è praticamente già pronto il piano della Regione per le quarte dosi agli abruzzesi: restano aperti i principali centri vaccinali, seppur con un calendario ridotto rispetto alle fasi precedenti dell'emergenza. Continueranno le somministrazioni anche nelle farmacie, che in questi mesi hanno dato un grande contributo alla campagna, e dai medici di base. In ogni caso la Regione ha sempre adottato un approccio elastico nella gestione degli hub, riaprendoli e intensificando gli orari di lavoro a seconda delle necessità. La struttura vaccinale, infatti, è già rodata e basta poco per farla tornare a pieno regime. Dal momento in cui scatterà il via libera dal Ministero, le Regioni saranno già in grado di gestire i primi arrivi di over 60 per le quarte dosi nei centri vaccinali.
PRIORITÀ AI FRAGILI
«Attendiamo il via libera dal ministero per le quarte dosi anche agli ultrasessantenni», spiega il referente regionale Marinangeli, «ma la nostra priorità al momento è immunizzare tutti i fragili e gli over 80 con la quarta dose, perché su queste categorie siamo ancora indietro. Addirittura c’è ancora chi, tra questi, non ha fatto neanche la terza dose». In Abruzzo al momento sono 18.261 le quarte dosi somministrate, in gran parte fatte a persone con più di ottanta anni: ha ricevuto la somministrazione il 13,06% di questa platea. Seguono la fascia 70-79 anni, con l'1,26%, e quella 60-69 anni, con lo 0,49%. C’è ancora parecchio lavoro da fare in attesa del via libera a tutti gli over 60 e soprattutto in attesa dell’arrivo dei vaccini aggiornati contro le varianti. Nel frattempo, però, c’è da fare i conti con un virus profondamente mutato rispetto al ceppo originario del 2020.
I NUOVI SINTOMI
L’impennata estiva dei contagi è dovuta alle nuove varianti e soprattutto a Omicron 5, che presenta caratteristiche molto diverse rispetto al ceppo di Wuhan. Di conseguenza ci sono anche sintomi caratteristici della nuova variante: in particolare dolori localizzati alle ginocchia, alle cosce e ai polpacci. Non vengono segnalati immediatamente al medico di famiglia, né vengono presi in considerazione come una spia del Covid, nonostante appaiano spesso prima della febbre e del mal di gola. Il virus è oggi più contagioso – e in grado di eludere la protezione fornita dal vaccino e anche dall’immunità post contagio – ma i suoi effetti sull’organismo sembrano molto diversi da quelli dell’inizio della pandemia. Oggi i sintomi a carico delle basse vie respiratorie, cioè bronchi e polmoni, sono meno frequenti. Non sono spariti, ma è giusto rilevare che chi si infetta in questo periodo sviluppa con più frequenza febbre, anche molto alta, ma in genere solo per alcuni giorni, congestione nasale e mal di gola. È diventata meno frequente anche la perdita di gusto e olfatto, spia della prima ondata di contagi. Sono sempre di più i pazienti che lamentano mialgie, in particolare a carico delle gambe, con quadri non troppo distanti da quelli della fibromialgia, oltre alla stanchezza mentale. La buona notizia è che la variante Omicron, secondo gli ultimi studi, causerebbe sempre meno spesso strascichi di long Covid.