Quattordici paesi senz’acqua

I danni del maltempo: 10mila persone al buio, i sindaci pronti denunciare l’Enel
PESCARA. Al buio, al freddo e ora anche senz’acqua. In provincia, per migliaia di persone è questa ancora la situazione tre giorni dopo il maltempo che ha flagellato l’intera regione con neve, pioggia e vento. Un’emergenza reale che va ben oltre i numeri, pur allarmanti, forniti rispettivamente da Enel e Aca alle 19 di ieri quando risultavano 10.600 le utenze ancora senza luce nel Pescarese (la provincia più colpita in termini di cavi e tralicci danneggiati) e 20 mila, tra 14 comuni del Pescarese e cinque del Teramano, quelle senz’acqua.
Enel e Aca. «Il maltempo in Abruzzo ha causato numerosi problemi alle linee, 9 cabine dell’alta e altissima tensione di Terna sono fuoro uso e questo ha avuto ripercussioni anche sulla media e bassa tensione», spiegava ieri il responsabile relazioni esterne Enel Severino Di Marco ai 30 sindaci convocati in Provincia dal presidente Antonio Di Marco mentre, nelle stesse ore, una nota dell’Aca scriveva che «a seguito di movimenti franosi diffusi si sono verificate rotture sulle linee adduttrici e principali a servizio dei comuni di Città Sant’Angelo, Elice Farindola e Penne, mentre a seguito della rottura dell’adduttrice Nora e all’interruzione del servizio elettrico generalizzato in diverse parti del territorio sono fermi gli impianti di distribuzione» di altri 10 comuni, da Brittoli a Torre de’ Passeri (vedi tabella a fianco). Riduzione o carenza idrica che, precisava ieri l’Aca, «si protrarrà nelle prossime 48 ore».
Dunque, emergenza fino a domani anche se l’Aca «ha predisposto gruppi elettrogeni di continuità che resteranno in funzione fino alla conclusione della carenza elettrica», e anche se l’Enel ha chiamato a lavorare in Abruzzo380 dipendenti più altri 180 operai di ditte esterne che alle 19 di ieri avevano sostituito e riparato 150 chilometri di linee e 200 pali elettrici, con una settantina di gruppi elettrogeni. Un’emergenza che ben raccontano i sindaci che da tre giorni sono in prima linea, assistiti da carabinieri e vigili del fuoco, per gestire e affrontare i problemi e le urgenze della cittadinanza.
30 sindaci in Provincia. Sindaci che esasperati, ieri mattina si sono riuniti in Provincia dove il presidente Di Marco, con i dirigenti e i tecnici dell’ente, il comandante della polizia provinciale Giulio Honorati, il vice prefetto Ida de Cesaris e Di Marco dell’Enel ha comunicato di aver firmato la richiesta di stato di emergenza per 30 milioni di euro, sottolineando la necessità «di un nuovo rapporto di collaborazione con i gestori dei servizi come Enel e Aca che devono poter essere contattati senza tramiti dai sindaci». Perché il problema ribadito dai sindaci è non solo l’isolamento, ma anche la mancanza di comunicazione e informazione.
«Non abbiamo avuto nessuna informazione», protesta il sindaco di San Valentino, Antonio Saia, «dopo un giorno e mezzo senza luce il problema c’è ancora per mezzo paese, circa 200 famiglie senza riscaldamento e senza telefono. Ed è molto grave se si considera che giovedì sera il distretto sanitario di San Valentino dove c’è la guardia medica è rimasto senza luce, senza telefono e senza riscaldamento senza che nessuno ci abbia avvisato, consentendoci magari di soccorrere immediatamente anche gli anziani soli rimasti senza riscaldamendo. Per la guardia medica», va avanti Saia, «il problema l’abbiamo tamponato spostandola il giorno dopo in un albergo, ma l’Enel è responsabile di un gravissimo disservizio tanto che io e i miei colleghi stiamo riflettendo se denunciarla per interruzione di pubblico servizio. Perché la causa non è il maltempo, come dicono sempre, ma la totale assenza di manutenzione da quando il servizio è stato privatizzato, per cui ogni volta che fa brutto tempo centinaia di famiglie restano isolate e senza corrente, com’è successo anche l’anno scorso: un’intera comunità lasciata tre giorni senza luce per un guasto della cabina risolto poi in appena in cinque minuti. È una vergogna che non si può più accettare se si pensa che proprio la mattina del 4, prima della nevicata, ho inviato una lettera all’Enel in cui richiedevo la riparazione di un traliccio già sollecitata a ottobre».
E se San Valentino è ancora alle prese con la carenza di luce, come pure alcune contrade di Bussi e Castiglione a Casauria dove il sindaco Gianluca Chiola riferisce che lo stesso Palazzo comunale è senza energia elettrica come la frazione Cervarano con 40 famiglie e la parte alta del paese dove abitano altre quaranta persone, è l’acqua a creare disagi nel resto del comprensorio servito dall’Aca, l’azienda consortile acquedottistica. Spiega il sindaco di Tocco da Casauria Luciano Lattanzio: «Siamo stati senza luce da giovedì a venerdì sera, ma adesso il grosso problema per i tremila abitanti è l’acqua che probabilmente si risolverà non prima di lunedì. Perché, ci ha spiegato l’Enel, la priorità sono le linee da 220, a basso voltaggio, e le pompe che distribuiscono l’acqua sono quelle a 380 su cui si interverrà solo alla fine, dando la priorità a ripristinare l’elettricità nelle case. Nel frattempo siamo noi in prima linea, noi sindaci con i vigili del fuoco e i carabinieri che voglio ringraziare pubblicamente: alle due di notte eravamo noi, con il maresciallo Santacroce a creare una stradina alternativa per 4 famiglie che rischiavano di rimanere bloccate da un cavo dell’alta tensione».
E se a Cepagatti e nei comuni intorno, dopo tre giorni di emergenza per migliaia di persone, la luce è tornata ieri pomeriggio come riferisce il sindaco Sirena Rapattoni, a Bussi che problemi con l’acqua non ce ne ha avuti (a parte il sito industriale) c’erano ancora, spiega il primo cittadino Salvatore Lagatta una trentina di famiglie al buio nella frazione Scirichiello dove disagi e problemi ci sono stati anche per il ristorante Il Salice, costretto a rimanere chiuso come decine di altre attività del Pescarese.
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