Quattro anni fa l’omicidio suicidio a Frisa

25 Giugno 2014

Un 81enne uccide la moglie fingendo una rapina e, dopo la condanna a vent’anni, si toglie la vita

FRISA. Era la notte del 21 luglio 2010 quando uccise a coltellate la moglie 74enne costretta a letto da una malattia. Un anno dopo, e a pochi giorni dalla condanna a vent’anni per l’omicidio di Emilia Tortella, Luigi Del Bello, 81 anni, venne trovato in fin di vita nel cortile della struttura per anziani dove scontava gli arresti domiciliari. Probabilmente fu suicidio. Una storia simile a quella di ieri a Santa Teresa di Spoltore.

Emilia Tortella, malata di Parkinson, fu colpita con dieci coltellate al torace e all’addome mentre dormiva nel suo letto, nella sua abitazione nella contrada di Guastameroli. Il marito, agricoltore in pensione, era stato invece preso a pugni in faccia, ferito al cranio e al volto. La mattina dopo alle 7, il figlio della coppia li aveva ritrovati a letto così, la madre morta e il padre con il volto coperto di sangue e privo di sensi. Nelle prime ore dopo il delitto, gli investigatori batterono la pista della rapina finita nel sangue. Del Bello raccontò di un uomo col volto coperto e l’accento dell’Est, mentre lui era stato picchiato alle tempie con dei pugni, prima di strisciare sul pavimento per tornare sul letto e svenire fino alla scoperta del delitto. Furono indagati due vicini di casa, extracomunitari, degli anziani coniugi. Ma presto l’ipotesi della rapina venne scartata. La porta d'ingresso della casa non presentava segni di effrazione e nell’abitazione dei coniugi fu ritrovata una cospicua somma in contanti, nascosta in un armadio. Le indagini dei carabinieri di Lanciano e gli esami del Ris di Roma portarono alla svolta del caso, cinque mesi dopo. A dicembre Del Bello venne arrestato con l’accusa di omicidio aggravato e posto ai domiciliari. A colpire il pensionato al volto, fratturandogli il setto nasale, era stata con un pugno la stessa moglie, nell’estremo tentativo di difendersi dal suo assassino. A quasi un anno dall’omicidio Del Bello venne condannato, in primo grado, a vent’anni di reclusione, da scontare ai domiciliari in un centro anziani a Orsogna. A tre giorni dalla sentenza il pensionato venne ritrovato in fin di vita nel cortile della struttura e morì dopo essere stato trasportato nell’ospedale di Teramo. Ferite compatibili con una caduta e una sedia ritrovata sotto la finestra del bagno, che affacciava sul cortile, indussero a ipotizzare il suicidio. Del Bello non confessò mai l’omicidio della moglie.

Stefania Sorge

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