Quattro dispersi sul Velino: ricerca disperata nella notte

Si teme per tre giovani e un 60enne di Avezzano: trovate tracce di una slavina
MASSA D’ALBE. Le 17 sono passate da poco quando allarme e angoscia si mescolano, in una data che torna a essere nefasta per l’Abruzzo e le sue montagne. Nel 2017, il 24 gennaio, si piangevano le sei vittime dell’elicottero del 118 andato a schiantarsi contro Monte Cefalone a Campo Felice. Stavolta si teme per la sorte di tre uomini e una donna, tutti di Avezzano, dispersi sul Velino, la montagna che domina la piana del Fucino. Sono ore di angoscia per i familiari di Tonino Durante, 60 anni, titolare della storica coltelleria di via Marconi ad Avezzano. Per quelli di Gianmauro Frabotta, 33 anni, figlio di Mauro, proprietario di un notissimo negozio di alimentari di piazza Cavour. Per Gianmarco Degni, 26 anni, figlio del titolare del negozio Degni Sport di via Marconi, e per la fidanzata Valeria Mella, 25enne, figlia del maresciallo dei carabinieri Vincenzo, ex comandante della stazione di Capistrello. Persone note, di famiglie conosciute e stimate. Il gruppo, uscito ieri mattina per una ciaspolata sulla neve, risulta ufficialmente disperso dal pomeriggio.
SOCCORSI E MEZZI AEREI. Si sono mobilitati soccorritori e mezzi da tutto l’Abruzzo e in tarda serata è stato richiesto anche l’intervento di un aereo dell’Aeronautica Militare di stanza a Poggio Renatico (Ferrara). Il via libera all’utilizzo del mezzo speciale è arrivato in nottata: i velivoli trasporteranno i soccorritori direttamente in quota, insieme a tutte le attrezzature necessarie.
TELEFONI MUTI. A complicare maledettamente le ricerche, facendo perdere tempo prezioso ai soccorritori, è la mancanza di segnale nella zona di Valle Majelama. Tanto che i carabinieri hanno chiesto alle compagnie telefoniche i codici per geolocalizzare gli apparecchi dei quattro. Il tutto per restringere il raggio nella zona dove indirizzare le ricerche. A preoccupare sono le condizioni meteorologiche. Per tutta la giornata di ieri ci sono state nevicate in quota e forti raffiche di vento. In serata le temperature si sono abbassate ancora di più. E oggi si teme un peggioramento.
UNA SLAVINA. A circa due ore di cammino dal punto dove sono state trovate le auto del gruppo c’erano tracce di una slavina. Quando sia caduta non si sa. Ma ovviamente è in quel punto che si sono concentrate le attività di ricerca.
LA RICOSTRUZIONE. Ieri mattina il gruppo ha raggiunto in auto il rifugio Casale da Monte a Forme, frazione di Massa d’Albe. Da lì si procede a piedi in direzione Valle Majelama, entrando in quella che sembra una spaccatura nel Velino. Appassionati di montagna, gli escursionisti erano usciti di buon mattino per un’escursione in quota. Durante, Frabotta e Degni sono esperti di escursionismo. Gianmauro Frabotta ha scalato anche cime maestose, come le montagne in Nepal (un 6mila metri nel 2019). Ma secondo quanto riferito dai familiari, i quattro non avevano al seguito l’attrezzatura da sci. A lanciare l’allarme nel pomeriggio sono stati i genitori dei ragazzi, preoccupati dall’insolito ritardo, dopo aver cercato invano di raggiungerli al telefono. Gli esperti di montagna e le guide alpine sanno bene che Valle Majelama è l’unica zona del Monte Velino in cui non c’è copertura telefonica.
LA TESTIMONIANZA. «Siamo angosciati, tutto ciò è terribile», sussurra al telefono il padre di uno dei dispersi, «speriamo in un miracolo».
LE RICERCHE. I primi ad avviare le ricerche dei quattro dispersi sono stati i vigili del fuoco, coadiuvati dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo. Verso le 20.30 sono partite le squadre del Soccorso alpino di Avezzano, Sulmona e L’Aquila ed è stata allertata anche la Guardia di finanza. Non era chiaro dove i quattro fossero diretti e ciò ha complicato le operazioni. Per questo i soccorritori si sono suddivisi in due squadre: una partita dal Rifugio Sebastiani e l’altra da Massa d’Albe dove sono state ritrovate parcheggiate le auto dei dispersi. Tra i tecnici del Soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo ci sono Pierluigi Taccone, soccorritore tra i primissimi ad arrivare a Rigopiano, Enzo Ventimiglia e Antonello Iacobucci. Quest’ultimo con un’unità cinofila specializzata. Mentre un gatto delle nevi è partito da Ovindoli. È stata mobilitata anche la Protezione civile regionale, nella speranza che il miracolo si compia e che non sia un altro drammatico 24 gennaio.
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