Quattro indagati per la società del gas

Penne, inchiesta sulla partecipata Sig: a tre imprenditori contestata la truffa, al dirigente comunale Antonacci la frode
PENNE. Un nuovo scossone giudiziario si abbatte su Penne. Ieri, dopo un anno e mezzo di indagini sulla società partecipata Sig e sui rapporti con alcune società private, sono arrivati 4 avvisi di garanzia: sul registro degli indagati sono finiti Roaldo Acciavatti, Paride Peretti, Luciano Palma e il dirigente comunale Piero Antonacci. I primi tre sono indagati per truffa aggravata in concorso, mentre Antonacci, attuale responsabile del settore Lavori pubblici e ambiente del Comune, è indagato per frode nelle pubbliche forniture.
Il pm Anna Rita Mantini contesta ad Acciavatti, Palma e Peretti l’ipotesi di truffa aggravata in concorso in quanto, dal 2012 al 2015, in qualità di amministratore unico e soci della Tecnoservice srl, ente beneficiario del contratto di affidamento dei servizi di supporto amministrativo e rendicontazione di quelli di distribuzione di gas e metano forniti dalla Sig, nei Comuni di Penne, Collecorvino e Loreto Aprutino, avrebbero fatturato e si sarebbero fatti liquidare prestazioni che di fatto erano già rese alla Sig da altre società (City Service), ovvero svolte nell’interesse dell’altra società partecipata comunale, Vestina Gas. Dal 2012 al 2015, in base alle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Penne, dalla polizia municipale di Penne e dalla guardia di finanza di Popoli, si contesta ai tre un vantaggio patrimoniale di circa 400 mila euro.
Per Antonacci, l’accusa è di frode nelle pubbliche forniture: in particolare, è ipotizzata una condotta poco trasparente nella gara pubblica di selezione dei soggetti aggiudicatari del servizio di gestione dei parcheggi a pagamento senza custodia nella quale, di fatto, avrebbe finito per favorire l’ati costituita dalla Sig e dalla City Service. All’ingegnere pennese è contestato l’iter dell’assegnazione dei bollini verdi alle auto beneficiarie: in pratica nelle linee guida del bando di gara è stato inserito come requisito per aver accesso al bollino verde, dunque all’esenzione del pagamento a parcheggio, il possesso di auto ecologiche, mentre dopo l’assegnazione dell’appalto il responsabile di settore ha posto una ulteriore distinzione: riducendo l’assegnazione del bollino verde dalle auto ecologiche solo a quelle elettriche. Il bando di gara al quale ha risposto la Sig prevedeva l’esonero del pagamento dei parcheggi per le auto ecologiche, senza nessuna distinzione. Ad appalto assegnato, invece, Antonacci, tramite ordinanza dirigenziale, senza passare attraverso l’organo deputato a prendere la decisione sull’argomento, ovvero il consiglio comunale, ha stabilito l’esonero del pagamento solo per le auto elettriche. Un distinguo importante, secondo l’accusa, visto e considerato che nel capoluogo vestino le autovetture ad alimentazione elettrica erano (e anche oggi lo sono) pochissime.
Gli indagati adesso avranno la facoltà di presentare memorie e richieste scritte al pm, produrre documenti, avvalersi delle indagini difensive, depositare documentazione relative alle investigazioni del difensore, chiedere al pm il compimento degli atti di indagine, presentarsi per rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio.
Adesso sarà utile capire anche come si comporterà l’attuale consiglio comunale, visto e considerato che l’attuale presidente del consiglio comunale, Antonio Baldacchini, negli anni scorsi, dai banchi dell’opposizione chiese a più riprese un consiglio comunale straordinario per chiarire la faccenda dei bollini verdi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

