Quel giorno col Maestro Manoel de Oliveira

5 Aprile 2015

Ex preside racconta l’ incontro del grande cineasta morto a 106 anni con gli alunni della d’Annunzio

Il "giovanotto" - 106 anni - faceva ancora progetti per il futuro. La Repubblica così titolava tempo fa: "Manoel de Oliveira senza produzione; a 105 anni il Maestro è disoccupato". Era vero, aveva un sogno nel cassetto, da tempo, quello di girare un film su un personaggio storico del poema epico portoghese, Os Lusíadas di Luís de Camões, dal titolo: O velho do Restelo. Ma non c'erano soldi, il governo di Lisbona aveva tagliato i fondi alla cultura. In più, il Maestro aveva due altri progetti, cast e sceneggiatura già pronti: un film sulle donne al tempo della vendemmia, un altro ambientato in Brasile. Lui non demordeva, era abbastanza lucido. E riuscì a realizzare i suoi ultimi sogni…

È stato un piacere e un onore avere ospite per tre giorni, a casa a Cepagatti, Mestre Manoel, classe 1908, il "cinema" in persona, la settima arte dalle sembianze umane.

Il 22 marzo del 2000, due ore di incontro dibattito con gli alunni della scuola media d'Annunzio, associata Unesco, di Cepagatti, sono state una somma di lezioni dall'efficacia incommensurabile. È stato approntato un film-intervista dal titolo: Manual Manoel: o Cinéma, a Escola: a Vida, protagonisti principali gli alunni della media d'Annunzio; traduttori-interpreti: chi scrive e Nello Avella; operatore di ripresa: Mimmo Masi; montaggio: Valerio Perfetti; musiche nei titoli iniziali e di coda interpretate dalla 'fadista' Libera Candida d'Aurelio; produzione: Anerdikaios. Il Maestro ha accettato il "bombardamento" – così lo definirà al termine della giornata – delle domande intelligenti dei preadolescenti: hanno voluto sapere tutto del suo primo lavoro Douro, faina fluvial (Douro, ansa fluviale) -1929, proiettato nel settembre 1931 a Lisbona in occasione del V congresso dei critici letterari e musicali, alla presenza del nostro Luigi Pirandello, ospite d'onore; del suo primo lungometraggio Aniki Bobo (1941), interpretato da ragazzi di strada di Lisbona. Si è emozionato, infine, all'applauso fragoroso e spontaneo degli alunni, più che al festival di Cannes, di Berlino e di Venezia, confessa con il solito sorriso bonario.

A cena racconta di Marcello Mastroianni, del fratello maggiore Casimiro de Oliveira, pilota della Ferrari alla gloriosa coppa Acerbo di Pescara negli anni '50, rifà la storia della Formula 1 con Gianfranco de Laurentiis, giornalista della Rai, anche lui ospite ormai di casa; racconta la sua passione per l'atletica, in particolare della sua specialità: il salto con l'asta. Vuol sapere delle montagne d'Abruzzo, Maiella e Gran Sasso, di D'Annunzio amico del simbolista suo connazionale Eugénio De Castro con il quale probabilmente s'inebriava con Vinho do Porto ad Arcachon, nelle Lande francesi; di Padre Alessandro Valignano, barone di Cepagatti, che gli ha ispirato il film Parola e Utopia, incentrato sul missionario luso-brasiliano padre Antonio Vieira, campione dell'oratoria, girato in parte a Roma e interpretato anche da Nello Avella, docente di lingua e letteratura portoghese e brasiliana all'università d' Annunzio di Pescara, poi a Roma 3 - Tor Vergata, oggi all'università di Rio de Janeiro.

A sera, nel castello Valignano, riceve la pergamena della cittadinanza onoraria e la prestigiosa medaglia aurea "Turris Alex" che l' amministrazione di Cepagatti, per mano dell'allora sindaco, Michele Cantò, gli ha voluto assegnare come riconoscimento per la lunga e gloriosa carriera. Manoel è onorato, si commuove. Una precedente medaglia d'oro la ricevette in Italia, nel 1961, dalla città di Siena. In seguito dirà che è stato uno dei più significativi premi che ha ricevuto nella vita. Poi risponde a tutte le domande, con garbo, quindi consegna a Ezio Verna una targa a riconoscimento del suo amore per la celluloide e per le macchine da proiezione, da farne un museo.

Grazie, Mestre Manoel, per l' intensa giornata - il 22 marzo 2000 - di cinema, di cultura, di vita regalata a tutta Cepagatti. Grazie per i capolavori in celluloide dei quali gli appassionati dello schermo d'autore possono e potranno godere. Parafrasando Fernando Pessoa e la sua celebre concezione dell'uomo: «Ognuno di noi è 'folla, folla plurale'», per tuo merito possiamo oggi tranquillamente affermare: «Ognuno di noi è cinema, cinema d'autore»!

Adeus, Mestre Manoel!

*ex preside scuola media d’Annunzio di Cepagatti

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