Quell’Aca di lotta e di governo che bacchetta i sindaci

13 Maggio 2016

di Giuliano Di Tanna «La corsa alle diffide non serve a nulla e, soprattutto, non risolve i problemi». E ancora: «Prima di prospettare azioni risarcitorie che potrebbero rivelarsi illusorie, sarebbe...

di Giuliano Di Tanna

«La corsa alle diffide non serve a nulla e, soprattutto, non risolve i problemi». E ancora: «Prima di prospettare azioni risarcitorie che potrebbero rivelarsi illusorie, sarebbe opportuno verificare in concreto quali sono le effettive responsabilità e vedere se ciascuno degli enti abbia fatto tutto il possibile e quanto di propria competenza per evitare la perdita della bandiera blu».

Il tono dei due comunicati è perentorio, come di chi non abbia tempo da perdere con le polemiche. La prima bacchettata è datata 22 aprile ed è rivolta alla giunta comunale di Pescara, che si lamentava del solito scarico abusivo nel fiume. La seconda è dell’altro ieri ed era indirizzata al sindaco di Francavilla che si lamentava invece di aver perso la Bandiera blu del mare pulito per colpe non sue. I due rimbrotti vengono dall’Aca, l’Azienda comprensoriale acquedottistica dell’area metropolitana. Investita, in passato, da inchieste giudiziarie, l’Aca-nuova gestione ha deciso di assumere un ruolo più interventista nella politica. Non c’è critica, ormai, alla quale non reagisca tempestivamente additando le colpe altrui, cioè dei Comuni (sono 64 fra province di Pescara, Chieti e Teramo) nei cui territori . gestisce «interventi di manutenzione ordinaria e interventi di manutenzione straordinaria» e «di potenziamento» delle strutture acquedottistiche. Insomma, l’Aca è venuta assumendo, negli ultimi mesi, il ruolo di vero player politico. Se qualcuno prova a imputarle qualche errore, l’azienda sfoglia subito il calendario per vedere se il rimprovero è giustificato.

E’ successo, il 27 aprile, per esempio, per i lavori di completamento di una maxi conduttura chiamata in gergo tecnico Dk15. A essere bacchettata, in quel caso, è stata l’amministrazione comunale pescarese di sette anni fa che– secondo l’Aca – non aveva chiesto alla Soprintendenza un parere necessario. «Il ritardo», ammonisce l’azienda, «comporterà sicuramente un aggravio dei costi di cui dovrà farsi carico il responsabile di questo errore». Insomma, i sindaci sono avvertiti: guardino bene date e procedure, prima di lamentarsi. Altrimenti sono dolori. E i cittadini? Be’ loro ai dolori sono quasi assuefatti. Ma non è detto che questi botta e risposta siano il miglior analgesico in commercio.

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