Quella copia del Guerriero nella vetrina dell’Expo

Grandi apprezzamenti per la scultura in legno realizzata da un 75enne di Bussi È in esposizione a Casa Abruzzo ed è stata chiesta per altre mostre
BUSSI SUL TIRINO. Il suo guerriero è proprio come quello di Capestrano, una fedele ricostruzione in legno dell’originale. E in questi giorni fa bella mostra di sé a Milano, nella vetrina di “Casa Abruzzo”, la location di Brera dove si tengono esposizioni, eventi culturali, degustazioni e incontri organizzati dagli abruzzesi in occasione dell’Expo 2015.
Un tuffo nella notorietà per un artista riservato e che non ama stare sotto i riflettori, un uomo di 75 anni di Bussi sul Tirino, Fernando Di Carlo, pensionato della Montedison. È talmente schivo da non essere neppure andato a Milano, anzi in realtà lui non ha neppure chiesto di partecipare a questo evento. Lo ha fatto, per lui, il genero, Livio Bucci, che ha presentato la domanda di partecipazione e se l’è vista accogliere. «L’idea di realizzare il Guerriero è stata proprio mia mentre eravamo al ristorante», racconta Bucci. Conoscendo la grande abilità del suocero nella lavorazione di legno, cartapesta e ferro, gli ha chiesto di dar vita «a un simbolo dell’Abruzzo e lui ci è riuscito, senza aver mai visto il Guerriero, quello vero. Si è fatto scaricare le foto, le ha studiate, si è immedesimato nel personaggio e lo riprodotto in legno, esattamente come l’originale, rispettandone le dimensioni».
A Milano sono arrivati tanti apprezzamenti, «anche da persone che si intendono d’arte» e la scultura «è stata ripresa dalle tv straniere, compresa la Cnn. Gli operatori che hanno esposto a “Casa Abruzzo” sono interessati al Guerriero di mio suocero e hanno chiesto di poterlo utilizzare per partecipare a mostre e fiere».
L’ammirazione di Bucci per il suocero è palpabile ed è stato proprio lui ad allestire una esposizione con i lavori realizzati nel tempo da Di Carlo. La mostra, che è ancora lì, in via Regina Margherita, a Bussi, di fronte al Comune, è stata aperta al pubblico in occasione delle feste di Natale del 2013, e c’è stata «una grande affluenza». Basta vedere il registro delle presenze e leggere i commenti per capire che Di Carlo ha davvero il talento, nelle mani. «Lui dice di non saper fare niente», racconta sempre il genero, «e invece sa fare tutto, dal muratori ai lavori sugli impianti elettrici, per finire con le sculture. Coltiva questo hobby sotto casa, da una ventina di anni, in maniera non continuativa, e ha realizzato anche Giuseppe Verdi, ha riprodotto perfettamente una parte di Bussi in scala e la chiesa di Cartignano, oltre a una famiglia dell’800 e altro ancora. Chiunque volesse vedere i suoi lavori deve solo chiederlo», aggiunge, entusiasta di aprire le porte del piccolo museo. E, se tutto andrà per il verso giusto, l’esposizione potrebbe arricchirsi con la riproduzione del David di Michelangelo.
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