Quella festa che salutò l’ultimo treno

21 Febbraio 2018

Trent’anni fa l’addio al tracciato ferroviario, ma la modernità non è mai arrivata

PESCARA. La strada parco nasce su una porzione di tracciato ferroviario litoraneo che nel 1863 giungeva a Castellammare. Il 27 gennaio 1988 una grande festa popolare, con i pescaresi scesi in strada a migliaia, sanciva la fine della vecchia linea e l'inizio dell'avventura della nuova stazione ferroviaria, l'attuale. Nelle prime ore di quel mattino, un treno fece per l'ultima volta il tragitto da Montesilvano a Pescara centrale, attraversando gli spazi dove oggi sorgono le aree di risulta con i parcheggi e le autolinee. E gli studenti del liceo artistico Giuseppe Misticoni colorarono l'ultimo tratto di binario. Una nuova città si ridisegnava, non più separata da una linea di demarcazione ferroviaria. Quel giorno, tra la folla, c'era anche Maurizio Biondi, all'epoca trentenne, oggi presidente del Comitato Utenti Strada Parco (un centinaio di aderenti) che ricorda: «C'erano migliaia di persone in strada, la gioia si toccava con mano. Per i pescaresi fu una liberazione, la gente non ne poteva più dei rumori della ferrovia sotto le finestre di casa e di passaggi a livello che si aprivano e chiudevano. Quel giorno fu festa grande a Pescara, c'era la banda, i palloncini che volavano in aria, ci fu persino una emissione di cartoline-ricordo dell'evento che fu epocale. Gli studenti del Misticoni colorarono le traversine di legno del binario unico, in segno di giubilo per la città, liberata finalmente dalla vecchia Ferrovia Adriatica del 1863, che aveva diviso Castellammare Adriatico in due tronconi distinti e separati. Lo spostamento del tracciato ferroviario, quindi nuovi collegamenti, venne visto come un arrivo di modernità e di sviluppo urbanistico e, conseguentemente, commerciale». La madre di Biondi, Vanda Orsini, comprò un biglietto e salì sul treno che quel giorno fece la tratta Montesilvano-Pescara centrale. L'ultimo viaggio, prima di cedere il testimone a una modernità che, come rivelato dall’inchiesta del Centro sul degrado della stazione ferroviaria, ancora tarda ad arrivare. Due destini che si intrecciano, quello della strada parco e del tracciato ferroviario, che sono altrettante opportunità di sviluppo perse in anni di polemiche, contestazioni, pessima o scarsa visione del futuro degli amministratori. (c.co.)