Quella morìa di negozi su corso Vittorio
La trasformazione di corso Vittorio è stata graduale, con le saracinesche dei negozi che si sono abbassate un po' alla volta, senza rialzarsi più. I motivi sono stati diversi, magari, e non tutti i...
La trasformazione di corso Vittorio è stata graduale, con le saracinesche dei negozi che si sono abbassate un po' alla volta, senza rialzarsi più. I motivi sono stati diversi, magari, e non tutti i commercianti hanno deciso di abbandonare per le stesse ragioni. Per taluni si è trattato solo di un cambio di location, oppure un accorpamento con altri spazi commerciali già esistenti con lo stesso marchio, mentre altri hanno alzato bandiera bianca perché sfiancati dalle difficoltà. Comunque sia, molti locali del corso sono rimasti vuoti. Si pensi ai casi di Bosone, Euronics, Di Donato confetti, Bata, Golden Point, la cartolibreria Costantini, solo per citare i nomi più conosciuti, oppure il forno che si trovava nei pressi del Ferhotel, e poi Ohmasa. Certo, ci sono anche commercianti che invece hanno deciso di puntare proprio su questa parte della città, e hanno avviato nuove attività ma, volendo fare un bilancio, sono più le luci che si accendono o quelle che si spengono? (f.b.)

