«Quella zona non è mai stata sicura»

21 Febbraio 2017

«Siamo ancora molto scossi, sia io che mio figlio». L’aggressione con la mannaia e il cazzotto sferrato l’altra notte, avvenuti a una settimana di distanza, «dimostrano che quella zona è ad alto...

«Siamo ancora molto scossi, sia io che mio figlio». L’aggressione con la mannaia e il cazzotto sferrato l’altra notte, avvenuti a una settimana di distanza, «dimostrano che quella zona è ad alto rischio». Parla la madre del 22enne ferito la mattina del 12 febbraio, mentre si trovava sulla golena sud con due amici. Erano in auto, hanno incrociato un gruppetto che non ne voleva sapere di spostarsi dalla strada e di far passare il veicolo. Quando i tre sono scesi dal mezzo per capire cosa stesse accadendo, il 22enne è stato colpito con la mannaia ed è finito in ospedale. «Bisogna decidere il da farsi», dice la donna. «O si chiude quella zona e si penalizzano i commercianti oppure si attiva un servizio di sicurezza nel fine settimana che contempli la presenza delle forze dell’ordine in movimento e non ferme in un punto. L’alternativa potrebbe essere la vigilanza privata, a cura dei locali». Dopo l’esperienza che ha vissuto, la madre del 22enne giudica Pescara vecchia pericolosa come qualche anno fa. «Le statistiche parlano chiaro, perché le aggressioni avvenute al centro storico sono state diverse, nel tempo. Certe cose non avverrebbero, se fosse tutto tranquillo come dicono». Qualcuno, conclude, avrebbe notato il tipo che circolava con la mannaia. «Perché nessuno si è rivolto alle forze dell’ordine?», si chiede.