Quelle vite fragili in strada e i rischi del crack a 5 euro

14 Novembre 2024

In città ondata di droga a basso prezzo, Ippoliti (On the Road): tanti possono caderci E la morte di Augusto scuote la politica, il M5S: «Dobbiamo evitare altre tragedie»

PESCARA . Lo spaccio di droghe pesanti, a volte anche per pochi euro, è una delle cause che concorre alla povertà e per cui una persona può cadere in disgrazia. «Stiamo assistendo ad una ondata di crack devastante, una droga che non c’è mai stata prima nelle nostre piazze di spaccio», racconta Massimo Ippoliti, da oltre 15 anni responsabile della cooperativa On the road. L’emergenza dei senza fissa dimora in città scuote di più gli animi, soprattutto con l’arrivo dei primi freddi e quando si iniziano a contare i morti per malore sul ciglio della strada.
Ma nel 2024, la concezione del senzatetto cambia: non sono solo stranieri e persone che si sono lasciate andare perché rimaste sole. Oggi, come si vede nelle lunghe file davanti alla porta della Caritas, ci sono uomini e donne che hanno perso il lavoro, italiani, famiglie che non arrivano a fine mese. «Ci sono tanti italiani che si sono trovati in mezzo alla strada a causa di uno sfratto», continua Ippoliti che ripensa ad Augusto Zamponi, morto lo scorso lunedì davanti alle scale della cattedrale di San Cetteo. «Come Augusto, a chiedere aiuto sono persone che hanno tanti problemi di salute», continua, «quando si parla di senzatetto o senza fissa dimora ora non si può più usare un unico termine. Le condizioni delle persone che si trovano nella marginalità estrema vi si trovano per varie condizioni». Quando si è fragili e vulnerabili, si inciampa più facilmente nel pericolo della droga. «Non è il motivo principale per il quale ci si ritrova in strada, ma c’è chi finisce in strada e conosce la droga e chi il contrario. Le dipendenze non sono nelle sostanze, ma nelle persone che hanno un problema, che può essere di vario tipo, sesso, droga, gioco. Ci sono persone che nella loro difficoltà hanno trovato una auto cura sociale attraverso quello che la sostanza può dare, un allontanamento completo dal pensiero. Chi incontra la droga in un momento difficile della vita cade in un momento di marginalità estrema». E in questi casi subentra il terzo settore, con il suo aiuto verso il prossimo. «All’inizio in queste persone c’è una forma di allontanamento dagli altri perché hanno rotto i legami con la società», dice Ippoliti, «se sono in strada è perché hanno perso le persone che prima aveva attorno; per tornare a sviluppare una relazione con le persone occorre ricreare un sistema di fiducia».
On the road, insieme agli uffici al sociale del Comune, ha sostenuto da subito Augusto Zamponi. «Era stato contattato la prima volta alla fine di gennaio dall'associazione On the road subito dopo lo sfratto da un alloggio popolare Ater», dice l’assessore al Sociale Adelchi Sulpizio, «era una situazione molto complessa e delicata, la sua, per le problematiche che hanno segnato la sua esistenza. Proprio la sua condizione non gli consentiva di essere accolto in un dormitorio o di accedere a progetti destinati ai senza tetto». La morte di un senzatetto scuote la politica. «È un epilogo che lascia sgomenti e un forte senso di impotenza. Risuona una domanda forte e martellante: come collettività e come "politica" facciamo abbastanza per tutelare chi è in queste condizioni di sofferenza?», si chiede la consigliera M5S Erika Alessandrini, «cosa possiamo fare per evitare che una tragedia come questa possa ripetersi? Abbiamo il dovere etico e morale di darci una risposta».