«Questa maggioranza è solida» Masci si schiera con Cremonese

6 Ottobre 2020

Il sindaco difende la delibera sul mercato abusivo di San Giuseppe. L’assessore ribatte alle accuse:  «Scelta condivisa con la giunta e i residenti». Ma il consigliere Rapposelli insiste: «Calata dall’alto» 

PESCARA. «Qualsiasi atto che viene licenziato dalla giunta ha il sigillo del sindaco, qualsiasi sia l’assessore che lo proponga. Così è avvenuto per il mercato di San Giuseppe, la cui riorganizzazione nell’alveo della legalità è stata condivisa da tutti, da me in primis. Questo vuol dire che l’operato dell’assessore Cremonese non è assolutamente in discussione, anche se prendo atto che nella maggioranza, evidentemente, esistono sensibilità diverse sul tema dei mercati». Cerca di abbassare i toni e ricucire lo strappo all’interno della sua maggioranza il sindaco Carlo Masci, il giorno dopo le bordate del presidente della commissione commercio Fabrizio Rapposelli all’indirizzo del suo collega di partito, l’assessore al commercio Alfredo Cremonese di Fratelli d’Italia.
Accusato di non avere condiviso il provvedimento che spalma gli ambulanti della zona ospedale su quattro giorni a settimana anziché su un’unica giornata, ma anche di «inerzia e superficialità» per i ritardi nella messa in sicurezza del mercato coperto in via dei Bastioni, a Porta Nuova, i cui lavori sono fermi da un anno e mezzo, Cremonese ci tiene a rispondere punto per punto sulla vicenda amministrativa, ricostruendo i tempi e le diverse interlocuzioni che hanno preceduto l’approvazione della delibera di giunta numero 449 del 18 settembre scorso. Tuttavia preferisce non alimentare ulteriori dissapori politici: «Sono a disposizione della commissione per tutti i chiarimenti del caso», dice, «non è nel mio stile entrare nel merito sugli attacchi personali, anche se fanno male. Ma a differenza di Rapposelli io ho piena stima e rispetto di tutti gli amministratori e i consiglieri comunali, compreso il presidente della commissione commercio, anche se hanno idee diverse dalla mia. Sul mercato di San Giuseppe però non c’è stata alcuna improvvisazione o superficialità, ma anzi uno studio dettagliato e un iter condiviso con il sindaco e la maggioranza».
La decisione di riorganizzare i due mercati rionali della zona ospedale, quello del venerdì in via Monti Aurunci e quello denominato di San Giuseppe che invece si svolgeva tutti i giorni della settimana, ma senza regole precise né orari fissi o posteggi assegnati, in una situazione di abusivismo perpetrata da oltre quarant’anni, è arrivata «dopo una lunga fase di ascolto dei residenti, degli ambulanti, delle associazioni di categoria e persino del parroco del quartiere», ha dettagliato Cremonese. L’assessore specifica come siano stati «gli stessi cittadini a chiedere al Comune di far rinascere il mercato di San Giuseppe» visto che le bancarelle «comportano un notevole risparmio nelle economie domestiche della popolazione del quartiere, costituita soprattutto da anziani, oltre che un momento di svago e un’occasione per uscire di casa». «Assieme al sindaco», prosegue Cremonese, «siamo riusciti a ottenere il cambio della legge regionale, portando la percentuale dei produttori agricoli rappresentati dal 10 al 30 per cento, quindi ripristinando una condizione di legalità che mancava da anni e che nessuno di quelli che ci hanno preceduto, Rapposelli compreso, aveva mai contestato. Abbiamo quindi istituzionalizzato ciò che già c’era».
E mentre Rapposelli anche ieri ha ribadito come il provvedimento sia stato «calato dall’alto senza alcuna condivisione con la commissione, con il suo presidente e con gli altri consiglieri» al punto che «questo atteggiamento ormai non piace più a diversi consiglieri», l’assessore al commercio risponde anche sulla mancata ristrutturazione del mercato di Porta Nuova, per la quale l’ex giunta Alessandrini aveva previsto un investimento di circa 360mila euro. Come fa sapere l’assessore, la rescissione del contratto, a causa di un contenzioso con la ditta, risale al 22 settembre scorso e l’indirizzo dato agli uffici dalla giunta è di «valutare come procedere per far ripartire i lavori, utilizzando le economie del vecchio appalto».
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