«Questa sarà una festa molto triste»

17 Aprile 2022

Ksenia racconta la fuga dall’Ucraina con la famiglia: grazie Pescara per l’aiuto

PESCARA. Sono fuggiti da Kharkiv, in Ucraina orientale, quando un missile è piombato nel giardino della loro villetta e ha distrutto vetri e muri. Sono arrivati a Pescara il 13 marzo scorso, dopo aver macinato 3.500 chilometri in macchina e dopo essere rimasti bloccati per due giorni alla frontiera romena, in fila con altre migliaia di vetture piene di disperati. Oggi festeggeranno la Pasqua cattolica «felici e grati di essere in salvo a Pescara»" ma «angosciati per i nostri cari che sono rimasti sotto le bombe in Ucraina». Ksenia Losova, 28 anni, è sfollata da un mese in città insieme al marito Vadim (uno dei pochi fortunati a potersi ricongiungere con la famiglia), la figlia Alisa di 5 anni, i nonni della piccola, Olena Golovanova e Oleg Losovoi. La famigliola alloggia all'hotel Maja, sul lungomare nord, che oggi preparerà un pranzo pasquale a base di lasagne e carciofi, chitarra all'abruzzese, agnello al forno e colomba farcita.
«La vostra Pasqua è una esperienza nuova per noi», dice Ksenia con la traduzione di Olga Nezhrurina, originaria di Kharkiv e volontaria della Protezione civile Valpescara, «ma ci adegueremo alle vostre usanze e ringraziamo i pescaresi per l'affetto e l'ospitalità che ci hanno riservato». Poi, con gli occhi umidi: «Avremmo voluto festeggiare la nostra Pasqua in famiglia, nella nostra casa che ora è parzialmente danneggiata da un missile. Saremmo stati in piedi tutta la notte a preparare le uova sode da colorare e poterci scambiare e rompere durante il pranzo, come è nostra tradizione. E poi saremmo andati in processione e avremmo portato in chiesa tutto il cibo da benedire durante la messa, vino, uova, salami e poi avremmo sfilato verso l'altare con il pandolce e la candela accesa infilata dentro».
A casa, i tre baci sulla guancia avrebbero concluso il rito pasquale del pranzo. Il viso di Ksenia si rabbuia quando pensa ai suoi «due ex compagni di scuola morti, un pilota di elicottero abbattuto durante il conflitto e un altro ucciso da una bomba». Il conflitto bellico tra russi e ucraini ha tolto loro la certezza di un tetto sulla testa e li ha separati dagli affetti, in Ucraina sono rimasti i suoceri. Olena e Ksenia dicono di sentirsi «angosciate» per quanto sta accadendo alla loro terra, ma sentono il bisogno di «aggrapparsi alla speranza di poter tornare a casa al più presto per ricostruire la nostra vita». (c.co.)