«Qui sembra un film horror Vogliamo partire subito»
PESCARA. La paura di ammalarsi e di restare soli, il lungo digiuno, la rabbia, la speranza, il desiderio di tornare a casa e lasciarsi alle spalle questa disavventura che non dimenticheranno mai. Uno...
PESCARA. La paura di ammalarsi e di restare soli, il lungo digiuno, la rabbia, la speranza, il desiderio di tornare a casa e lasciarsi alle spalle questa disavventura che non dimenticheranno mai. Uno dei ragazzi, Mario (nome di fantasia), 21 anni, studente universitario, racconta la vacanza in Grecia che non doveva finire così.
Come state?
«È un incubo, un film horror. E pensare che stavamo vivendo la più bella vacanza della nostra vita».
I momenti più difficili?
«La scoperta del contagio dei miei amici, il terrore di ammalarci anche noi altri che finora abbiamo il tampone negativo. Io, però, mi sono sentito male martedì sera, ho chiesto aiuto, mi sono spaventato. Avevo 37 e mezzo di febbre, dalla hall mi hanno mandato un termometro e pregato di rimanere in camera. Allucinanti due giorni senza mangiare, lunedì e martedì, nella casetta che avevamo affittato. Stavamo impazzendo, non potevamo uscire, avevamo fame. Abbiamo resistito fino all’arrivo in hotel martedì sera a mezzanotte, ma non siamo riusciti a trovare qualcosa da mangiare. Dopo un’altra notte di digiuno, oggi (ieri) abbiamo fatto colazione con caffè, spremuta, fette biscottate e farfalle col macinato a pranzo».
Cosa vi manca?
«Ci sentiamo abbandonati e depressi. Non ce la facciamo più stare qui. Ci guardiamo dai balconi per non sentirci troppo soli e comunichiamo col telefonino. Vogliamo tornare liberi, tornare a casa, abbiamo paura di ammalarci, siamo due in ogni camera, stiamo insieme, potremmo avere il virus in incubazione, i soccorsi sono lenti e nessuno ci fa un tampone, qui. Ma grazie a tutti coloro che si stanno mobilitando per noi».(c.co.)

