«Qui si abbatte la Sirena e s’incentivano i privati»

29 Agosto 2017

I consiglieri del centrodestra Mantini e D’Amario (Forza Italia) contestano il sindaco: Luciani acceleri i lavori anche per mettere in sicurezza le scuole

FRANCAVILLA. «A Francavilla si riducono i volumi pubblici e si concedono cambi d'uso ai privati, con lo sconto del 50 per cento, per gli alberghi dismessi. In concreto, quelli che dovevano essere alberghi e hotel diventeranno alloggi sul mare. Paradossale, ma questa è l'amministrazione Luciani». Il riferimento è, tra gli altri, al cosiddetto “ecomostro”, la struttura incompiuta che, di recente, negli stessi giorni in cui andava in cantiere la demolizione di Palazzo Sirena, ha offerto ai titolari dell’immobile la possibilità di dimezzare gli oneri da pagare al Comune sfruttando un cambio di destinazione d'uso da turistico-ricettivo a residenziale a pochi passi dall’arenile.
È questo uno dei tanti interrogativi aperti a Francavilla, mentre continuano a cadere al suolo polveri e mattoni di quella che fu l’ala storica di uno dei pochi palazzi identitari della marina. A sollecitare il link tra l’abbattimento di un edificio pubblico, sicuro e certamente non abusivo, e l’incentivo a un privato di poter sanare un’opera incompiuta, è il consigliere comunale di minoranza Alessandro Mantini.
In questi giorni di bufera, politica e mediatica, Mantini non è l’unico delegato della opposizione cittadina a contestare, macerie a terra, la decisione del sindaco. La mattina successiva all’arrivo delle ruspe, era stato il turno dei rappresentanti di Articolo 1- Mdp. Poi ancora di Forza Italia, con Daniele D’Amario, che rimprovera al primo cittadino «l'accelerazione dell'abbattimento, creando così un brutto clima nella città. Oltre che gravi disagi in piena stagione estiva».
«Dal ministero dei Beni culturali», riprende Mantini, «mi fanno sapere che sono dispiaciuti per le energie profuse da varie parti e soprattutto perché tali energie non sono servite a tutelare un palazzo così vicino alla popolazione di Francavilla che, per ben due volte, ha patito un tale accanimento demolitorio. La soprintendente, così come il ministero, ha confermato che il procedimento deve terminare con un decreto della commissione regionale e che il decreto non è ancora stato emesso per Palazzo Sirena».
Mantini difende poi il suo ruolo di consigliere e ricorda al sindaco «socialnetworkdipendente, che chi siede in minoranza deve vigilare sull’operato di chi amministra, come dare suggerimenti e anche aiuti, se necessario, nell’interesse della collettività. Purtroppo, Luciani non ci rende partecipi – non ce lo permette – e, probabilmente, leggendo ciò che scrive, non vorrebbe neanche la nostra presenza in Consiglio comunale».
«A Luciani» chiude Mantini «voglio far sapere ciò che ripeto da anni: ben vengano le opere, ben vengano il progresso, il rinnovamento urbano e culturale. Ma trovo assurdo che si inizi una demolizione in pieno centro cittadino, alle 19, nel mezzo del mese di agosto. Un vero e proprio blitz. Il cantiere poteva essere avviato dopo il 30 agosto, all'esito dell'incontro con la soprintentende Mencarelli, del decreto della commissione regionale e, soprattutto quando la stagione balneare volgeva al termine».
Sulla stessa linea il forzista D’Amario. «Si è voluto spettacolarizzare l'abbattimento», dice, «come fosse l'ennesima manifestazione estiva e dedicare la serata finale di " A cena con gli artisti " alla festa per la liberazione della piazza. Mi sembra una cosa di cattivissimo gusto, che non fa altro che dividere ancora Francavilla fra guelfi e ghibellini. Tutto questo clima di scontro che non fa bene alla città e si sarebbe potuto evitare semplicemente aspettando qualche giorno in più il parere della soprintendenza che, molto probabilmente, si sarebbe pronunciata per la non apposizione del vincolo. Almeno a giudicare dalle prime relazioni sull'argomento. Certo, ci sarebbe piaciuta la medesima accelerazione dei lavori anche nei cantieri delle scuole e dei problemi del cimitero. Ma questa è un'altra storia». (f.c.)
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