Quindicenne pesta il compagno di scuola per una ragazzina

La scazzottata davanti al liceo Da Vinci sotto gli occhi di tutti Il preside: non faremo finta di niente, è la punta di un iceberg
PESCARA. Risolvere con la violenza una questione di cuore. Due rivali in amore di appena 15 anni si sono affrontati lunedì davanti al liceo scientifico Da Vinci, in strada Colle Marino, e uno dei due è finito in ospedale per la frattura del setto nasale e un taglio profondo sulla fronte. Per medicarlo sono stati necessari diversi punti di sutura. La scazzottata è nata dal fatto che entrambi hanno perso la testa per la stessa ragazzina: uno, la vittima dei cazzotti, è attualmente fidanzato con la giovane, mentre l’altro lo è stato in passato e probabilmente non riesce a farsene una ragione. Hanno avuto un confronto, a margine delle lezioni, ed è stato tutt’altro che sereno: chi ha assistito parla di una scena di violenza forte, inaudita soprattutto perché si tratta di adolescenti.
«La comunità è intervenuta separando i due», spiega il dirigente scolastico Giuliano Bocchia parlando di chi si è fatto avanti per interrompere il diverbio, «dai docenti al personale scolastico». Il ragazzo ferito è stato «portato dentro e soccorso. Non voleva raggiungere l’ospedale per cui gli ho chiesto di chiamare i genitori, e sono stati loro a raggiungerlo e a portarlo in ospedale», dove è stato medicato e poi dimesso con una prognosi di 15 giorni. L’episodio non si chiude affatto qui, anzi. Bocchia ha voluto vederci chiaro. E dopo aver portato avanti «un’indagine» per ricostruire i fatti attraverso le varie testimonianze, intende seguire una linea precisa, ma non ci sarà «alcun processo».
«Il nostro sforzo sarà finalizzato a far rientrare i ragazzi a scuola con serenità portando avanti il percorso intrapreso», che è un cammino «di profitto». E se sarà adottata qualche sanzione «sarà di tipo educativo» e non sarà certo finalizzata alla bocciatura. Già perché questo fatto «ci mette in crisi a livello educativo», prosegue Bocchia facendo notare che un problema del genere, che riguarda la sfera sentimentale, «non si risolve vedendo chi è più forte». Il dirigente scolastico è «profondamente addolorato» del metodo scelto dai due avversati in amore. E non condivide che «un sentimento così nobile possa sfociare in comportamenti tanto violenti». Bocchia ipotizza «il condizionamento culturale delle tv: non è possibile», riflette, «che quanto accaduto sia farina del loro sacco. E sono contento che sia accaduto vicino alla scuola perché l’intera comunità si è fatta carico di quanto stava accadendo e in 15 secondi tutti si sono dati da fare». La scuola è «in contatto con le famiglie dei due giovani. E parleremo con i ragazzi e con le classi. Non si può fare finta di niente perché evidentemente questa è la punta di un iceberg». Dell’episodio si è occupato il personale della squadra volante, diretto da Paolo Robustelli.

