Quinto decesso, è il papà dell’ex ds del Pescara Leone

E Masci si rivolge a Conte su Facebook: il governo ci aiuti a ripartire, la città rischia di essere stravolta nella sua identità
PESCARA. Pescara piange la quinta vittima da coronavirus: è Gabriele Leone, 75 anni, papà dell’ex direttore sportivo del Pescara Luca, attualmente alla Ternana. Era ricoverato da due settimane all’ospedale di Pescara. Era stato proprio il presidente del club rossoverde, Stefano Bandecchi, a rendere nota la positività in un video pubblicato su Facebook e con un post su Instagram. Era il 18 marzo. Ieri, il club umbro ha pubblicato le condoglianze sul proprio sito. Anche il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, insieme alla società ha espresso il suo cordoglio e inviato a Luca Leone «un caloroso abbraccio in questo difficile momento».
Con un appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte il sindaco Carlo Masci ha mostrato tutta la sua preoccupazione per il futuro di Pescara. E lo ha fatto con un video pubblicato ieri su Facebook in cui parla di una città che «rischia di essere stravolta nella sua identità» dalla pandemia che ha paralizzato il paese e di essere «zavorrata nella ripresa economica». Il primo cittadino chiede che il Governo si preoccupi da ora delle conseguenze di ciò che sta accadendo in questi giorni: il coronavirus è sì un fenomeno nuovo, ma va comunque gestito e si deve pensare a «un supporto» che deve arrivare «nei modi e nei tempi giusti» e che oggi appare «indispensabile», a Masci. «Il colpo è stato duro», dice il sindaco, «il Governo deve dare quelle risposte che noi sindaci chiediamo per preparare il terreno nella rinascita» e deve farlo «ora, non in seguito», fissando dei «precisi punti di riferimento per programmare la ripresa». Nel suo messaggio Masci fa riferimento a «provvedimenti forti» per risollevare la città. «Le saracinesche chiuse» che si susseguono in tutte le strade e che stravolgono l'aspetto del capoluogo adriatico, «sono la negazione dell'immagine di Pescara» e in una situazione del genere «la vocazione commerciale di Pescara rischia di rimanere colpita». «Il tessuto produttivo e sociale cittadino va messo in sicurezza» e la soluzione va individuata in «provvedimenti forti» del governo «perché il rigore del presente non può essere disgiunto dalla chiarezza per il futuro». Elencando le categorie che rendono viva l'economia della città, Masci dice che «tutti devono essere aiutati a ripartire» e di certo non può bastare quanto previsto fino a oggi.
«L'energia deve arrivare dallo Stato», per il primo cittadino, e non può limitarsi a «600 euro, che non garantiscono neppure una linea di galleggiamento». Nello scrivere le misure per la rinascita «serve che lo Stato prenda a cuore il mondo delle partite Iva», prosegue il sindaco rivolgendosi direttamente a Conte. Ieri, intanto, è stata un'altra giornata dedicata ai controlli, da parte della polizia municipale, per accertare il rispetto dei provvedimenti del Governo e del sindaco per contenere la diffusione del virus. I vigili, coordinati da Danilo Palestini, ne hanno eseguiti 147, nonostante la pioggia caduta in maniera incessante sulla città. Non sono emerse irregolarità, fa presente Masci, se non dopo un incidente stradale: sarà un automobilista di Tocco a dover pagare la prima maxi sanzione elevata dai vigili per la violazione dell'ultimo decreto legge (n. 19) sull'emergenza coronavirus. Ecco i dati dei controlli in tutta la provincia di mercoledì: ne sono stati effettuati 673, in 25 sono risultati non in regola.

