Rabbia dei ristoratori: in fumo centinaia di prenotazioni

FRANCAVILLA. Rabbia e amarezza sono i sentimenti che prevalgono tra ristoratori e turisti di Francavilla che, a 24 ore dall’evento, hanno ricevuto la notizia dell’annullamento dei fuochi.«Senza...
FRANCAVILLA. Rabbia e amarezza sono i sentimenti che prevalgono tra ristoratori e turisti di Francavilla che, a 24 ore dall’evento, hanno ricevuto la notizia dell’annullamento dei fuochi.
«Senza dubbio una scelta intempestiva», dice Cristiano Di Tommaso di Vittoria Beach. «La serata del 18 agosto è sold out da settimane. Le persone vengono non tanto per cenare, quanto per vedere lo spettacolo pirotecnico. Abbiamo 200 prenotati che stiamo contattando per informarli dell’accaduto e molti di loro stanno disdicendo». Dello stesso tenore il collega Tiziano Carchesio del lido Cortesito: «La sagra dell'ipocrisia», la definisce, con uno sguardo che vale più di mille parole. «Il no ai fuochi significa una perdita enorme per noi lavoratori. Avevo 150 prenotati a cena e la spesa già fatta. Da quando si è diffusa la notizia dell’annullamento dei fuochi non facciamo altro che ricevere telefonate di disdetta. Non so se chi assume queste decisione tiene conto anche di tali elementi. Una cosa è certa: se questa era l’idea, la si poteva comunicare prima, senza aspettare di arrivare a 24 ore dalla serata clou dell’estate».
Marco Ciotola è un turista di Roma, arrivato con la figlia in questo periodo dell’anno in città, anche perché richiamato dall’attrazione dei giochi pirotecnici: «Ci sono persone che ogni anno il 18 agosto arrivano a Francavilla solo per vedere i fuochi. Mi sembra assurdo negare quest’opportunità, tra l’altro organizzata con una formula antiassembramenti. Poche sere fa sono stati accesi a Silvi e a Roseto, dove credo ci siano condizioni identiche a Francavilla. Allora, o si nega tutto o si autorizza».
Anche Luciano Pesce, titolare di Blumarine e presidente dell'associazione degli Imprenditori turistici francavillesi, è turbato dalla notizia: «A differenza di altri colleghi, mi aspettavo un esito del genere. Purtroppo, per le beghe di potere, ancora una volta a rimetterci siamo noi lavoratori. Stanno arrivando tante disdette per le cene, ma è comprensibile. Una cosa è certa, i tempi sono stati sbagliati. Non ci è stata data nemmeno la possibilità di organizzarci». (a.d.s.)

