Raccolta porta a porta? Artigiani e negozianti: «Ok, ma dopo l’estate»

Saranno coinvolti il centro e Porta Nuova, oggi incontro in Comune «Sono zone piene di bar e ristoranti, è decisiva la velocità del ritiro»
PESCARA. Una differenziazione dei rifiuti a seconda della tipologia di attività commerciali. Tempi di affiancamento adeguati per consentire alle imprese di modificare l’organizzazione del conferimento e un percorso che parta dopo l’estate, perché la priorità è di offrire ai turisti una Pescara bella, pulita e decorosa. Sono le aspettative con cui le associazioni arrivano all’incontro di oggi promosso dal Comune e da Ambiente Spa, e che avrà come oggetto l’estensione della raccolta porta a porta anche in centro e a Porta Nuova.
In vista della novità, il sindaco Carlo Masci e l’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco, insieme al presidente di Ambiente Massimo Galasso, il direttore Massimo Del Bianco e la consigliera delegata Valeria Toppetti, oggi alle 15, nella sala consiliare, si riuniranno con le organizzazioni Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Ascom, le rappresentanze mercatali Anva, Casartigiani, Sib e Fiba associazioni balneatori, Uppi e Federalberghi. «Abbiamo pianificato la progressione delle attività che cominceranno dopo l’estate», annuncia Valeria Toppetti «e che comunicheremo oggi alle associazioni. Abbiamo lasciato un margine nel progetto, per ascoltare e accogliere le istanze delle associazioni».
E la prima richiesta delle organizzazioni è di cominciare in autunno, «in un periodo meno frequentato per la città», afferma la presidente provinciale di Federalberghi, Daniela Renisi, «e non con il caldo. Non abbiamo ricevuto nulla al momento sul sistema che verrà adottato, quindi vogliamo ascoltare il progetto. Ci aspettiamo una distinzione netta tra il conferimento delle attività commerciali e private, tenendo presente che è senz’altro complesso accordare le diverse esigenze di un negozio, un albergo o un condominio. La nostra perplessità riguarda soprattutto il modo in cui verrà coniugata questa tipologia di raccolta con la necessità di preservare l’estetica delle strade». Un’altra questione riguarda le modalità di ritiro, «operazione che va svolta in tempi rapidissimi», avvisa Marina Dolci presidente di Confesercenti.
«Nella zona dei colli, dove da tempo è svolto questo tipo di raccolta, c’è stata una problematica relativa proprio al ritardo del ritiro dei rifiuti. In zone dove in ogni strada ci sono bar e attività di food, questo non deve assolutamente accadere e il recupero dovrà essere rapidissimo, tanto più che in centro soffriamo anche della presenza di ratti. Forse sarebbe opportuno creare delle aree ecologiche, belle, dove posizionare i mastelli».
«Il grosso delle attività commerciali, specie bar e ristoranti, sono concentrati tra centro e Porta Nuova e gestire male i ritiri rischia di creare un effetto terribile, data la quantità di rifiuti che vengono prodotti. In quelle zone non ci dovrà essere nemmeno un’imperfezione», rileva il direttore di Confartigianato Fabrizio Vianale.
«L’estensione della raccolta differenziata significa cambiamento delle abitudini quotidiane», commenta il coordinatore provinciale di Cna, Luciano Di Lorito, «e bisogna lasciare il tempo alle imprese di organizzarsi. Credo che vada fatto un periodo di affiancamento per le attività, e occorre garantire servizi mirati tra imprese e cittadini». Forte dell’esperienza positiva già in atto tra gli stabilimenti, minori preoccupazioni arrivano dal presidente di Confcommercio e del sindacato balneatori Riccardo Padovano. «Da prima del Covid abbiamo cominciato la raccolta porta a porta tra i lidi. All’inizio è stato confusionario, ma poi ci siamo abituati e oggi abbiamo un sistema che funziona anche grazie alla collaborazione dei clienti. Anche le attività commerciali arrivano pronte per adattarsi al nuovo sistema. È chiaro che vanno adeguate le esigenze ai tipi di attività, perché per gli imballaggi ad esempio si possono avere dei tempi di ritiro, mentre per l’umido la raccolta va fatta tutti i giorni. Il nostro centro commerciale naturale non deve vivere solo di luci e insegne, ma di attenzione al decoro».
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