Raccolte oltre 100 firme per una sala studio

Iniziativa di “Gioventù nazionale”: no alla proposta dell’assessore Pompei di un locale al Pala Roma
MONTESILVANO. Sono già oltre un centinaio le firme raccolte per chiedere all’amministrazione comunale del sindaco Ottavio De Martinis di predisporre una sala studio per gli studenti della città. L’iniziativa è stata promossa domenica mattina, sul lungomare di Montesilvano, da una delegazione di Gioventù nazionale, ala giovanile di Fratelli d’Italia, capitanata da Alessandro Selvaggi. Dall’inizio della pandemia, infatti, la biblioteca comunale trasferita poco prima al Pala Dean Martin, ha chiuso i battenti per lasciare spazio alle attività legate all’emergenza sanitaria prima, e a quella ucraina ora. Seppure nei programmi del sindaco ci sia quello di trasferire in futuro il servizio culturale all’interno di Villa Delfico, dopo la sua ristrutturazione, i tempi appaiono ancora troppi lunghi per chi ha necessità di un luogo in cui trovare concentrazione e silenzio per studiare o leggere.
«Stiamo raccogliendo delle firme per chiedere l’apertura di una sala studio a Montesilvano, una città di oltre 50mila abitanti ma che è attualmente sprovvista di questo servizio», commenta Selvaggi. «Stiamo riscontrando che quella di avere un’aula studio non è un’esigenza solo dei ragazzi, ma anche di diversi adulti che hanno già firmato il nostro appello. Il passo successivo sarà quello di chiedere un incontro agli amministratori comunali per condividere le nostre proposte».
In merito alla necessità di un'aula studio, nei giorni scorsi l’assessore Alessandro Pompei ha reso nota la volontà dell'amministrazione di destinare agli studenti «un locale già attrezzato, ampio, insonorizzato, accogliente, con wi-fi e tutti i comfort necessari, all'interno del Pala Roma, per permettere ai ragazzi di studiare come giustamente chiedono e meritano». Ma questa soluzione lascia perplessi i promotori della raccolta firme, che finora ha ottenuto un centinaio di adesioni e che proseguirà nei prossimi giorni.
«Aprire una sala studi in una struttura dove si svolgono partite e manifestazioni sportive ci sembra assurdo perché non garantirebbe il giusto silenzio, necessario per leggere e studiare», prosegue Selvaggi. «Noi vorremmo che si valutassero tutti gli immobili di proprietà del Comune per capire se c’è la disponibilità di un locale idoneo da adibire a sala studio visto più come luogo di aggregazione per i giovani, che non può essere dislocato in un punto periferico della città». (a.l.)

