Raccomandazioni, scontro M5S-D’Alfonso

15 Aprile 2017

I grillini accusano: «È usanza del presidente segnalare dipendenti?». La replica: «Macchina del fango»

PESCARA. Scontro aperto tra il M5S e il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso sulle presunte raccomandazioni per i posti di lavoro nell’azienda che gestisce l’appalto delle mense scolastiche di Pescara. In merito a una lista di dipendenti della Cir Food con accanto i nomi dei politici, sequestrata dalla finanza, il M5S chiede «chiarezza»: «Il quadro che emerge è allarmante perché rievoca le peggiori abitudini di un modo di fare politica che i cittadini hanno sempre detestato e che il M5Sha sempre combattuto: ci auguriamo che le indagini facciano chiarezza il prima possibile su questa vicenda», affermano il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo, autore dell’esposto che ha fatto partire l’indagine, il consigliere regionale Domenico Pettinari e il deputato Gianluca Vacca. Sulla lista agli atti dell’inchiesta, 7 assunzioni sono attribuite a «D’Alfonso»: «Apprendiamo dai quotidiani che tra i politici ci sarebbe anche D’Alfonso. È usanza del presidente della Regione, o di altri politici locali, segnalare persone a ditte private, che oltretutto hanno rapporti con la pubblica amministrazione, ai fini di un collocamento lavorativo?», si chiedono gli esponenti M5S.

Ai grillini replica il portavoce del governatore, Fabrizio Santamaita: «Il presidente D’Alfonso è interessatissimo a partecipare a una seduta della commissione di Vigilanza del Comune di Pescara incentrata sull’argomento. Esaminare atti, fatti e circostanze è da lui considerato rigenerativo e persino educativo per chi ne avesse bisogno. Nello specifico egli non è a conoscenza dei fatti e, per quanto emerso finora», dice Santamaita, «esclude un suo coinvolgimento, ma rivendica il dovere di farsi carico delle situazioni di dolore che non riescono a conseguire il merito, senza alcuna distinzione di razza, di credo, di appartenenza politica e di provenienza territoriale. Da ultimo, spiace constatare che i rappresentanti pescaresi del M5S non perdono occasione per strumentalizzare vicende di cui - al di là di alcune indiscrezioni di stampa - si sa ben poco. In questo caso», conclude Santamaita, «non solo non c’è alcuna sentenza, ma non si è neanche pervenuti all’udienza preliminare. Eppure la macchina grillina del fango è già in moto. Qualcuno spieghi loro che avere la cultura della legalità significa ben altro».