«Racconto ogni giorno com’era bella la mia Montesilvano»

15 Febbraio 2018

Parla l’ex comandante della municipale Sergio Agostinone  È il catalizzatore di fatti e personaggi con l’aiuto di Facebook

MONTESILVANO. Ogni mattina, alle 6, è pronto per mettersi “al lavoro”. È attorno a quell’ora che sceglie e pubblica su Facebook la prima fotografia della giornata. E poco dopo cominciano ad arrivare i commenti degli amici e tanti, tanti like. Il filone della “Montesilvanesità” aperto da Sergio Agostinone su Facebook diventa sempre più ricco e gli apprezzamenti sono tantissimi per l’ex comandante della polizia municipale, che oggi ha 73 anni ed è in pensione dal 2004.
È cominciato tutto negli anni scorsi, racconta, in occasione della sagra di Sant’Antonio, quando fu allestita una mostra fotografica che riguardava i luoghi di Montesilvano. «All’epoca mi sono chiesto perché venivano messi in risalto i luoghi e non le persone, e così è partita una caccia alle foto dei montesilvanesi di un tempo». Nel 2016 le immagini hanno dato vita ad una mostra in cui spiccavano i volti di «bidelli, maestri, artigiani». Un successo, con 4mila visitatori. Agostinone ha fatto tutto da solo, per mettere insieme il materiale, girando «casa per casa, dopo avere comprato la bici elettrica». Da quell’idea ne sono nate altre, e cioè “la Festa della Montesilvanesità, nel 2017, davanti a Palazzo Baldoni, e il “Calendario della Montesilvanesità”, «che mi ha permesso di raccogliere fondi per i bisognosi».
Poi è nata la rubrica su Facebook, alimentata da molti cittadini, che contattano Agostinone su Facebook o su Whatsapp e gli fanno avere le foto. «Sono subissato. Ormai la voce si è diffusa, ho pubblicato 2000 immagini: prima quelle degli sposi di un tempo e adesso le prime comunioni di 40 o 50 anni fa. Ci sono anche gli scatti della città, dalla riviera alla statale fino alla Vestina, quando non c’era ancora l’asfalto. Arriveranno anche i gioielli di casa nostra, cioè i bambini».
Per l’ex comandante della municipale, conosciuto da tutti, «è un piacere enorme» alimentare questa passione e l’incitamento è unanime. «Mi dicono che ho risvegliato la montesilvanesità assopita da anni. C’è una specie di rivalsa di chi ha conosciuto la città nei decenni passati, quando c’erano 5mila persone e ci si incontrava nella piazza del Comune o davanti alla stazione. Lì si passavano insieme le giornate. Ci conoscevamo tutti, non c’era cattiveria, si lasciava la chiave alla porta di casa, non c’era il problema della sicurezza. Ora è tutto cambiato, certo non solo qui. Si sente che non c’è più l’agorà, le piazze sono deserte». Vedendo le foto «la gente rivive la montesilvanesità, qualcuno si ritrova proprio grazie a queste immagini. Faccio da ponte tra persone che non si vedevano più». È di pochi giorni fa l’immagine che Agostinone giudica «più bella» ed è quella della Nazionale di una volta: «c’era l’edicola dei giornali di mia madre, Giulia Censorio, e la piazzetta dove giocavamo a calcio». L’ex comandante della municipale ha altri progetti. Sta lavorando alla mostra di quest’anno (che riguarderà anche la pallavolo), e ha già 120 scatti a disposizione. Intende «continuare la festa e far registrare l’associazione». Non solo per divertimento ma anche perché «posso aiutare i poveri. Quando ho consegnato i buoni spesa, a fine anno, mi hanno accolto come Babbo Natale e mi sono commosso. Questo mi spinge ad andare avanti». E non serve neppure il computer, «non ce l’ho». «Faccio tutto con il cellulare: ora lo devo assicurare, se lo perdo sono finito», ironizza.
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