Raddoppio della linea ferroviaria: anche Popoli solleva perplessità

13 Febbraio 2022

Il sindaco Dino Santoro teme che si scavi la montagna del Morrone per il passaggio dei treni veloci «Ci spaventa l’idea di un tunnel nel nostro territorio, così rischiamo di perdere anche la stazione»

POPOLI. «Il raddoppio della linea ferroviaria Pescara-Roma è interesse anche della nostra comunità per velocizzare i collegamenti sul territorio. Ma prima di bucare la montagna per tracciare il percorso, è necessario che Ferrovie discuta con noi. Anche perché, oltre all'azzardo dell'intervento infrastrutturale di cui poco sappiamo, rischieremmo di perdere la stazione nel centro urbano?». La questione preoccupa il sindaco di Popoli Dino Santoro che ha convocato il consiglio comunale per domani alle 16 con l'obiettivo di discutere con politici e cittadini il piano di Rfi in merito al raddoppio della linea che coinvolge anche il comprensorio popolese, oltre a Chieti, Alanno, Scafa, San Giovanni Teatino e Manoppello che hanno dichiarato guerra al progetto e proposto soluzione alternative, come lo scalo all'Interporto.
«La linea va fatta, è importantissima per velocizzare i collegamenti e accorciare i tempi di percorrenza da e verso la capitale, e su questo siamo tutti d'accordo», chiosa il primo cittadino di Popoli, «ma ci preoccupa l'idea che per realizzare l'infrastruttura le Ferrovie decidano di bucare la montagna del Morrone, si ipotizza da un territorio vicino a Torre con uscita a Corfinio. È solo una ipotesi, appunto. Ed è tutto ciò che abbiamo finora. Perché non esistono pezzi di carta che ci indichino in quali punti la montagna verrebbe traforata. Da due anni gira un disegno che non fornisce indicazioni precise sul tracciato che passerebbe nel ventre dei nostri monti. Vorremmo saperlo, chiediamo a Rfi di dialogare e condividere con noi i loro progetti. Noi abbiamo un piano B di cui non riveliamo nulla al momento, prima vorremmo discuterne con i vertici di Ferrovie».
I timori del sindaco Santoro sono più d'uno: «Ci spaventa il pensiero che il tunnel sotto la montagna andasse a toccare le sorgenti dell'acquedotto Giardino. Anche se noi siamo serviti dal San Callisto, la cosa non ci preoccupa di meno. E ancora: il passaggio della ferrovia nel traforo ci farà perdere la stazione nel centro urbano? Una cosa è certa, i nostri concittadini non accetteranno mai ipotesi di abbattimenti di costruzioni». Dubbi, per ora, senza risposte. È certo, invece, il sindaco che «bucare la montagna è un azzardo, dopo non avremo né vincitori né vinti. I territori coinvolti dovranno fare i conti con questa progettazione che ci cala dall'alto, senza una programmazione, senza consultare la comunità popolese. E le scelte calate dall'alto non piacciono a nessuno».