Radioterapia, la rabbia dei malati «La macchina non funziona»

I pazienti: «L’apparecchio è rimasto fermo per quattro giorni, così si vanifica l’efficacia delle cure» La Asl: «Impianto vecchio che ha bisogno di manutenzione, già previsto un potenziamento»
PESCARA. «L’apparecchio per la radioterapia funziona a singhiozzo,questo significa scherzare con la vita». A raccontare come al dolore si associ la difficoltà di accedere alle cure è una paziente malata che deve sottoporsi a venticinque sedute di radioterapia di cui 5 a cadenza settimanale. «La macchina è rimasta ferma per quattro giorni», spiega, «e spesso funziona a singhiozzo mettendo a rischio l’efficacia della terapia non solo per me ma per le tante persone che, purtroppo, ne hanno bisogno». La donna, portavoce di tanti pazienti malati di cancro, ha già preso carta e penna e scritto alla Asl per chiedere come sia possibile che un macchinario così importante si fermi mandando a casa pazienti già provati da una dura malattia. «La Asl mi ha risposto che il macchinario è vecchio», prosegue la donna, «ma non è una spiegazione possibile da poter accettare perché interrompere le terapie o rinviarle significa vanificare la loro efficacia». Il macchinario è attivo dalle 7 di mattina fino alle 23.30 e le sedute, come racconta la donna, «durano una quindicina di minuti. Saltarne una significa giocare con la vita», prosegue la paziente da cui arriva un appello alla Asl a risolvere un disservizio grave che coinvolge tanti pazienti. Nel frattempo, da fonti interne alla Asl, arrivano rassicurazione che «in futuro è previsto un potenziamento» mentre spiegano anche che l’acceleratore lineare per la radioterapia è «vecchio di undici anni e ogni tanto ha bisogno di manutenzione come è accaduto la settimana scorsa».
Non è la prima volta che i pazienti lamentano questo disservizio perché, già il 19 febbraio scorso, la moglie di un uomo malato di cancro si era rivolta al Centro per dire che il macchinario era rotto e che il coniuge avrebbe dovuto aspettare qualche giorno prima di iniziare le cure. Anche all’epoca la Asl aveva confermato il disservizio precisando che erano state attivate tutte le misure per rendere il disagio meno lungo possibile che, cinque mesi fa, riguardava alcuni pezzi non più funzionanti che dovevano arrivare dalla Germania. Una notizia che allora aveva gettato nello sconforto non solo i pazienti ma anche le tante famiglie che assistono i malati. A distanza di mesi, però, la macchina per le cure radioterapiche è di nuovo a mezzo servizio. La Asl spiega pure che il macchinario è anche legato ai fondi regionali per il recupero straordinario delle liste di attesa ma che comunque «sono state già attivate tutte le procedure per un potenziamento». (p. au.)
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