Radioterapia riparte oggi: turno serale con 16 malati

Ripristinata la piena operatività del vecchio acceleratore lineare in servizio per la cura dei pazienti oncologici. D’Alessandro: ma non è ancora sufficiente
PESCARA. Da questa sera, i malati di cancro in lista d'attesa per la radioterapia possono usufruire di un turno notturno di quattro ore, dalle 20 a mezzanotte, riattivato dalla Asl di Pescara dopo mesi di disagi, polemiche e rimpalli di responsabilità. In attesa del secondo acceleratore lineare del reparto, che non sarà installato prima di sei mesi, i pazienti inseriti nel cosiddetto "listone" diurno possono decidere di sottoporsi alle sedute di notte, in modo da abbreviare i tempi di attesa che oggi raggiungono anche quattro mesi.
Il direttore generale della Asl, Armando Mancini, ha annunciato di essere riuscito a reperire le risorse necessarie per pagare il personale medico e infermieristico e assicurare così la continuità di un progetto che era stato sospeso il 20 settembre scorso. Il turno notturno in radioterapia, tra le 20 e mezzanotte, è fondamentale per tamponare, almeno in parte, la carenza tecnologica dell'ospedale e assicurare così le cure notturne ai malati di cancro che per nessuna ragione possono interrompere la terapia.
In base ai calcoli dell'ex direttore dell'unità operativa complessa di Radioterapia, Marco D'Alessandro, da pochi giorni in pensione ma con il cuore ancora nel reparto che ha diretto per anni, con l'aggiunta di quatto ore rispetto al servizio ordinario (dalle 8 alle 20) si riesce ad assistere 16 pazienti in più a fronte dei 50-52 attuali. «Ma il turno notturno è soltanto un palliativo», ammette D'Alessandro, «con quattro ore in più non si risolve il problema, si dà soltanto un aiutino. Per moltiplicare i pazienti e accorciare davvero le liste d'attesa occorrerebbe il secondo acceleratore lineare. Per questo tipo di servizio, mediamente si spendono 100mila euro all'anno, ma invece di pagare gli extra per le attività lavorative notturne del personale, con due macchinari, si riuscirebbe a concentrare i pazienti nell'orario diurno rientrando così, nel giro di qualche anno, anche nelle spese di acquisto della strumentazione».
L'unico acceleratore lineare a disposizione della Radioterapia oncologica è vecchio di 13 anni. La macchina è stata installata nel 2003 ma si rompe di continuo poiché la vita media di questi impianti garantisce al massimo 10 anni di piena efficienza. Ai disagi degli utenti, costretti a spostarsi a Chieti, Teramo o L'Aquila per le terapie, si sommano le spese di manutenzione della Asl e la mancanza dei pezzi di ricambio ormai fuori produzione. La gara d'appalto da circa 2 milioni di euro per acquistare il secondo acceleratore, bandita nel 2014 e aggiudicata nel 2015 alla ditta Varian, si è sbloccata dopo una serie di intoppi a ottobre con la firma del contratto. Si calcola che dovranno passare altri sei mesi prima di poter avere il secondo acceleratore previsto dalla legge date le dimensioni dell'azienda sanitaria pescarese. «I costi sono alti», osserva D'Alessandro, «ma a differenza di altri macchinari di reparti come la Chirurgia, una volta fatta la spesa, non ci sono altri costi fatta eccezione per la manutenzione. Il turno notturno può soltanto tamponare il problema anche se non tutti i pazienti possono fare le cure in questa fascia oraria visto che molti arrivano da fuori città».
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