Raffica di richieste di aiuto «Vogliamo i pacchi viveri»

In dieci giorni 420 telefonate agli operatori del Coc e alla Protezione civile L’assessore Seccia: «Siamo diventati il punto di riferimento della cittadinanza»
PESCARA. In dieci giorni di apertura del Coc, il Centro operativo comunale allestito nei locali del Museo Colonna con l’obiettivo di dirigere e coordinare i servizi di assistenza e soccorso alla popolazione durante la seconda ondata della pandemia, sono 420 le telefonate ricevute dai quindici operatori che, a turno, cercano di sopperire alle richieste della cittadinanza.
Richieste di chiarimento sulle disposizioni per limitare il contagio da Covid-19, contenute nel Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte che ha istituito la zona rossa in Abruzzo, domande su cosa si può e cosa non si può fare, suggerimenti sugli spostamenti e informazioni su apertura e chiusura delle attività commerciali in città. Ma ci sono anche famiglie in difficoltà che si rivolgono al Coc per chiedere pacchi alimentari e pasti caldi, consegnati anche fuori orario, oppure le buste speciali della raccolta differenziata riservate ai malati Covid. «Il Coc, così com’era successo nella prima fase dell’emergenza, è diventato il punto di riferimento per la cittadinanza», spiega l’assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia che in questi giorni sta coordinando le attività di controllo e il rispetto delle misure urgenti di contenimento e contrasto al virus, «grazie al coordinamento con la Protezione civile e con la rete di associazioni di volontariato. Con il passaggio dalla zona arancione a quella rossa, i cittadini si sono trovati disorientati, in dubbio su cosa sia permesso e cosa no. È per questo che il sindaco Carlo Masci ha deciso di riaprire il Coc da lunedì 16, per offrire alla cittadinanza un punto di ascolto e un riferimento per qualsiasi esigenza. Gli operatori rispondono a tutte le domande dei cittadini, decreto alla mano, ad esempio una persona ha chiamato l’altro giorno per chiedere se potesse fare jogging sotto casa».
L’orario di apertura del Coc va dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 14. Gli operatori sono al lavoro nella sede del Museo Vittoria Colonna, in via Gramsci, come già accaduto durante la prima fase dell’emergenza sanitaria. Il numero di telefono per contattare il Coc è lo 0854283400. All’interno è presente anche il Suem, il servizio di urgenza ed emergenza medica del 118 che si occupa di rispondere alle emergenze sanitarie. «In questo caso, per richieste mediche o che riguardano i tamponi», aggiunge Seccia, «il centralinista indirizza le telefonate all’operatore della centrale operativa del 118 oppure si informa sul problema rilevato per poi richiamare il cittadino e fornirgli la risposta. Rispetto al lockdown totale della prima fase, con il problema dell’approvvigionamento di mascherine e talvolta, da parte degli anziani, di generi alimentari, le richieste oggi sono diverse. Stavolta diamo soprattutto informazioni pratiche. Le richieste di aiuto concrete sono di meno».
Il numero di chiamate è inferiore rispetto alla prima fase della pandemia: 420 telefonate in dieci giorni, poco più di 40 al giorno, mentre nella prima fase dell’epidemia si sono avute 12.300 telefonate in tre mesi, dal 9 marzo al 9 giugno, circa 137 telefonate al giorno. «Per il momento», conclude l’assessore Seccia, «riusciamo a far fronte a tutte le richieste e non pensiamo di ampliare l’orario di servizio del Coc. Con il numero dei contagi che si sta lentamente abbassando e la disponibilità dei posti letto che non desta preoccupazioni, la percezione è di mantenere anche in futuro questa disponibilità oraria».
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