Ragazza costretta a prostituirsi «È stata mia madre, lui è l’orco»

14 Giugno 2019

L’uomo l’ha perseguitata con messaggi e pedinamenti anche dopo la morte della mamma E lei, oggi 21enne, si è rivolta a due amiche e ai carabinieri: nei guai un 64enne di Città Sant’Angelo

PESCARA. Costretta dalla madre a prostituirsi, da quando aveva soltanto dieci anni, alla morte del genitore decide di denunciare quell'uomo che continuava a perseguitarla.
Una terribile storia di degrado familiare e sociale, maturata in un ambito altrettanto inquietante dove la madre prostituta, pur di guadagnare qualche soldo in più, non ha avuto neppure il minimo ripensamento prima di gettare sua figlia di appena dieci anni, nelle mani di uomini anziani e senza scrupoli. Due sono quelli che figurano come indagati nell'inchiesta condotta dai carabinieri del colonnello Massimiliano Di Pietro e coordinati dal pm Marina Tommolini: la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla ragazza, oggi ventunenne, riguarda però soltanto uno dei due indagati. G.G., 64 anni di Città Sant’Angelo; l’altro, viene soltanto citato come indagato, R.R., 88 anni, forse perché già da alcuni anni non aveva avuto più nessun contatto con la parte offesa.
La storia è sconvolgente, soprattutto per l’inqualificabile comportamento di una madre che, per guadagnare qualche spicciolo in più, o magari per farsi pagare la spesa della giornata, non esita ad appagare le richieste di qualche suo cliente, alla ricerca di trasgressioni con una minorenne. Questa terribile storia ha avuto fine quando, nel 2016, la madre della ragazza si suicida. È a quel punto che la vittima pensa finalmente di essere uscita da un incubo. Ma non aveva fatto i conti con la caparbietà e l’insistenza di G.G. che inizia a tempestarla di telefonate, messaggi (oltre 200 telefonate, quasi sempre senza risposta, e circa 400 messaggi), che si fa trovare davanti alla scuola, alla fermata dell’autobus e via dicendo: un vero e proprio incubo. È a quel punto che la ragazza decide di denunciare tutta la storia. Lo fa anche attraverso delle lettere che scrive di proprio pugno e indirizza a una sua amica assistente sociale e a una sua insegnante. Lettere che le due destinatarie, una volta scoppiato il caso, consegnano ai carabinieri.
Quando era ancora minorenne, la vittima viene affidata dal tribunale dei minori ai nonni paterni, forse proprio per la delicata situazione che era stata evidenziata dalle assistenti sociali. Ma neppure questo serve a fermare la madre che, con cadenza settimanale, si reca, proprio con l’indagato (la sua foto verrà riconosciuta dai nonni), a casa dei nonni per prelevare la bambina. Ma per farla prostituire, e per poi riportarla dopo un paio di ore. E quando la bambina cercava di sottrarsi a quel martirio era la stessa madre che la picchiava.
Nella sua denuncia la ragazza parla di atti sessuali completi. Il racconto è sconvolgente: «In alcune circostanze», racconta la vittima, «mia madre mi portava con sé e mi faceva avere rapporti sessuali con lui (l'indagato ndr). Questa storia è andata avanti sino all'età di 12 anni quando sono stata affidata ai miei nonni. Da quel momento in poi mia madre veniva a prendermi solo nei fine settimana e comunque continuava a portarmi in strada con lei, oltre a costringermi ad avere rapporti con G. Lui ci portava in macchina nei posti che vi ho mostrato dove mi costringeva a stare con lui. Ho assistito a dazioni di denaro in favore di mia madre e al pagamento della spesa nei vari supermercati».
La ragazza dopo la denuncia, vista l’insistenza dell'indagato nel continuare a cercare un contatto, senza sapere che l’uomo era già intercettato dai carabinieri, parla al telefono con lui e lo registra. «Non voglio fare più le cose che abbiamo fatto quando ero piccola con la mamma»; «Perché?», incalza l'uomo, e la ragazza gli risponde: «Perché sei un porco...hai approfittato di me, mi dispiace, ma io non faccio più niente».
Il gip ha rigettato la richiesta di domiciliari per l’uomo, ritenendo sufficiente il divieto di avvicinamento. Questa mattina G.G., assistito dal suo avvocato di fiducia, Pasquale Provenzano, verrà interrogato dal gip.
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