Ragazzi in gruppo e senza mascherine: è l’altra “fase due”

Gruppi di giovanissimi e non solo hanno affollato la riviera Assembramenti in piazza Salotto e in piazza Primo maggio
PESCARA. Due ragazze si abbracciano e si baciano sul marciapiede accanto alla Nave di Cascella. Poi si prendono per mano e si dirigono verso un muretto a chiacchierare e sfumacchiare con altre amiche. La mascherina ce l'hanno arrotolata sotto il mento, i volti scoperti. Ma la gioia di rivedersi è tanta, dopo settimane a guardarsi e sentirsi solo attraverso i telefonini. Poco distante, due giovani fanno ginnastica. Uno davanti all'altro, sulla spiaggia libera: non indossano la mascherina. I visi sono liberi da ingombri. Accovacciati a bordo vasca della scultura di Pietro Cascella, coppiette che non rispettano certo le distanze di sicurezze e signore intente a catturare i primi raggi di sole dopo due mesi di quarantena da coronavirus.
Ai giardinetti di piazza Primo Maggio due ragazze, sedute su una panchina, conversano con altri due giovani. Una di esse stende il capo sopra le gambe dell'amica: tutti e quattro sono senza mascherina. In piazza Salotto un gruppetto di sei amici, tra cui due ragazze in bicicletta, chiacchierano tra loro: nessuno porta la mascherina. Lungo la strada parco, all'altezza di via Lavino, avanzano a piedi, con fare spavaldo, gruppi di ragazzi e ragazze. Si mescolano tra loro, schiamazzano, parlano ad alta voce. La mascherina? Portatela voi, noi siamo giovani e forti. I controlli delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri, Finanza, non mancano. La polizia municipale invita i ciclisti a usare la pista ciclabile, pedalare sui marciapiedi è vietato.
Questa la situazione in città ieri pomeriggio, tra le 15 e le 17, in un brulicare di corpi seminudi, magliette a maniche corte e short, a passeggio lungo le vie del centro in una giornata caldissima di inizio maggio. Stesse scene ripetute sul lungomare, nella zona della Madonnina, così come a nord in piazza Paolucci e a sud lungo il molo dei trabocchi, sotto e sopra il ponte del mare, nel piazzale del terminal bus, lungo le vie del quadrilatero dello shopping e della movida in centro, accanto al mercato ittico. Tantissima gente in giro per essere solo un giovedì lavorativo e non un festivo. Un fiume di persone in bicicletta, a piedi, sui monoppattini, sugli skate e sui pattini, scorreva ieri lungo i marciapiedi della città. Il confinamento forzato in casa ha scatenato nei pescaresi la voglia di libertà, di liberarsi degli indumenti e di riprendersi la propria vita nel giorno in cui, ieri, la Asl di Pescara registrava 21 casi di contagio nella città tra le più aggredite dal Covid nel centro sud. Un dato ancora lontano dall'indice zero. E le raccomandazioni dei sanitari sono sempre le stesse: non è ancora finita, attenzione. Dei guanti neppure a parlarne. Fa troppo caldo, le mani sudano, è la giustificazione di chi si è già sbarazzato del dispositivo. Accendere un sigaretta, bere un caffè, parlare al telefono, mangiare un gelato nelle vicinanze di chioschi e locali che man mano stanno riaprendo, costringe chiunque a scansare dal viso la mascherina di protezione. Ma non è una giustificazione per levarsela del tutto. E in tantissimi sono anche i cittadini che si spostano e passeggiano, con la mascherina regolarmente posizionata sotto al mento. Come se fosse un semplice accessorio alla moda.
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